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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 23 Settembre 2025

Cosa può insegnare a noi oggi questo brevissimo brano di vangelo? Cosa vuole insegnarci Gesù con quella reazione apparentemente brusca rivolta a chi gli dava una comunicazione importante relativa ai suoi familiari che lo venivano a cercare, magari per un veloce saluto?

Una cosa molto semplice, ma fondamentale: la realtà del Regno di Dio viene prima di ogni cosa, addirittura prima degli affetti più cari. Il che non significa una svalutazione o sottovalutazione degli affetti più cari, ma che questi vanno vissuti nel quadro della realtà del Regno di Dio che è la realtà principe. Gesù non perde occasione per insistere a convincere tutti che la cosa che gli sta più a cuore non è il legame gli affetti familiari, ma il legame originario con il Padre, amore per testimoniare il quale “per noi uomini e per la nostra salvezza è disceso dal Cielo”.

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Bando quindi a velleità provincialistiche, a personalismi narcisistici, a pallini pastorali o ad impegni di testimonianza che non abbiano sullo sfondo questa realtà del Regno di Dio.

Dio sì è fatto Uomo per implantare nell’umanità il seme del Regno dell’Amore, e chiede solamente che si rispetti e si abbracci la Sua santa, misericordiosa e misteriosa Volontà: ecco perché Gesù ha dato quella risposta ed ecco perché conviene allinearsi insieme a Lui a far maturare, nei nostri travagliati giorni, il seme del Regno di Dio, il seme dell’Amore.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi