Distaccati da Gesù siamo uno zero assoluto. Ma con Lui la nostra vita, semplice o complicata, afflitta da malattie, da paure, ferita dalle debolezze, questa nostra vita è stupenda, un’avventura irripetibile donataci per disseminare di “frutti” squisiti i nostri giorni, capaci di mostrare Dio e il Cielo a ogni uomo.
Basta “rimanere in Lui”, dimorare in Cristo, ecco tutto. Lasciarci amare, alzare bandiera bianca, gettare via da noi il pensiero “aiutati che Dio t’aiuta” che troppo spesso ci accompagna, aggrappati a Lui, alle sue braccia distese per amore, come la vite al tralcio.
“Rimanere in Lui” non significa inventarsi chissà che cosa, è, semplicemente, essere crocifissi con Lui. È rimanere lì dove Lui ci conduce, nella storia concreta dell’unico oggi che ci appartiene, quello reale che siamo chiamati a vivere.
Il Signore non dice che, sforzandoci, impegnandoci, anche senza di Lui potremmo cominciare a metterci del nostro, qualcosa, che so? Buone intenzioni o progetti o altro, qualcosa a cui Lui, poi, darebbe compimento. No, il Signore ci dice che senza di Lui nulla possiamo.
Detto in altro modo: senza di Lui anche quello che facciamo è nulla, fumo che il vento porta via, perché senza la linfa del suo Spirito non vi è fecondità. È proprio dal non accettarlo che provengono tante sofferenze: dal tentare e ritentare di farcela da soli, liberi dal giogo della Croce, staccati dalla vite che sola può trasmetterci la vita e dare pienezza a ogni cosa.
Coraggio allora, lasciamoci “potare” anche attraverso le cure della Chiesa, perché la nostra vita, libera e matura nella fede, renda Gloria a Dio. Lasciamoci “potare” da quel sapiente contadino che è Chiesa Cattolica.
Essa, grazie alla tradizione e alla discendenza Apostolica, conosce come si fa a restare uniti a Nostro Signore. Accettiamo le sofferenze e le rinunce, obbediamo ai divieti e ai precetti della Chiesa. Questi non sono inutili provazioni, al contrario, sono salutari potature per rafforzare la nostra appartenenza a Cristo e per portare i molti frutti.
Per riflettere
Vanità di vanità. Ogni cosa è vanità. Tutto il Mondo, e ciò che ha, ogni cosa è vanità. Se del mondo i favor suoi, t’alzeran fin dove vuoi. Alla morte, che sarà? Ogni cosa è vanità. […] Dunque frena le tue voglie, corri a Dio, che ognor t’accoglie, Questo mai non mancherà. Tutto il resto è vanità. (San Filippo Neri)
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
