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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 22 Settembre 2024

Gesù è portatore di una buona novella: il Padre ha mandato il Figlio perché ama le sue creature nonostante la loro incapacità di mantenere vivo il rapporto con il Creatore.

Il Nazareno non nasconde che il piano di salvezza prevede un passaggio assurdo ed incomprensibile. I farisei e gli scribi, protagonisti della Parola meditata la prima domenica, lo considerano un avversario da eliminare: non vale la pena cercare di capire il suo messaggio.

Ma anche chi comprende che quel Nazareno non è un uomo qualunque, come Nicodemo, pur conoscendo bene la Parola del primo Testamento, legge l’episodio di Mosè senza legarlo alla figura del Salvatore. Quelle dell’Emmanuele sono parole senza un senso anche per i discepoli. Lo sono per Pietro, che pure lo riconosce come Cristo, e lo sono per il gruppo intero dei suoi amici.

Chissà se li colpiva di più l’avviso della morte fisica di Gesù oppure la resurrezione dopo tre giorni del Salvatore. Nonostante fossero testimoni di segni come il ritorno alla vita di Lazzaro, morto giorni prima, erano incapaci di accettare la vergogna della croce. Forse la ragione dell’incapacità di avvicinarsi alla comprensione degli ultimi eventi del Signore sulla terra la troviamo nei versetti successivi.

Per seguire Gesù è necessario uscire dalle logiche umane, è indispensabile abbandonare un profilo troppo fragile ed egoista per incamminarsi in un percorso di conversione dove la Parola ci aiuta a non smarrirci. In più occasioni i discepoli conversano tra loro su chi fosse il più importante, chi il punto di riferimento, chi avrebbe comandato gli altri.

Possibile e anche “naturale” solo se avessero compreso il significato dell’insegnamento del Maestro: grande è chi ama. La morte di Gesù in croce è un atto di amore totale verso le creature. La sua resurrezione la certezza che questa è la strada della salvezza. Il richiamo ai bambini, che non sono autonomi e che vanno serviti, ci aiuta a capire che amare è servire.

Per riflettere

L’unica a comprendere il messaggio di Gesù è Maria. Pur nel suo silenzio è sempre presente nei momenti cruciali: sotto la croce, con i discepoli spaventati, nella prima comunità dei cristiani. Sempre pronta a servire. Lei accogliendo l’invito dell’angelo e accettando il percorso del Figlio ci insegna ad essere bambini. Fidiamoci del Padre misericordioso.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi