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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 22 ottobre 2026

“Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!”: con questa espressione Gesù si riferisce probabilmente alla Pasqua che da lì a poco dovrà vivere; così come nel Battesimo si viene calati sott’acqua per poi riemergere a vita nuova, così anche lui scenderà negli inferi per poi risorgere.

In maniera teneramente umana, confessa l’angoscia che nutre, la stessa che vedremo nell’orto del Getsemani. Questo fa parte del gioco, perché essere cristiani non è un compito facile; la scelta di seguire il Vangelo in maniera coerente può portare a scelte e azioni radicali che talvolta possono creare fratture persino tra familiari.

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Significa che per essere credenti credibili ci toccherà inevitabilmente prendere delle posizioni scomode, aver il coraggio d’andare controcorrente, perché non si può accogliere pienamente il Vangelo e vivere nell’indifferenza. Gesù non è venuto a portarci una pace fatta di tranquilli compromessi, ma il fuoco dello Spirito. È venuto ad accendere i nostri cuori spenti portando la fiamma dell’Amore che trasforma. Lui, il rivoluzionario.

Per Riflettere

E noi? Abbiamo il cuore acceso o viviamo la nostra Fede “tirando a campare”? Una Fede che non ci disturba, che non ci fa prendere posizioni scomode nemmeno con noi stessi?

Leggi la preghiera del giorno

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi