Domenica scorsa abbiamo meditato il testo di Mt 25, 14–30, da cui รจ possibile ricavare analogie importanti meditando il brano di oggi. Un uomo prima e un futuro re ora partono ed avvertono che torneranno. Il Maestro nella sua parabola, rivolgendosi soprattutto ai suoi discepoli, ricorda che dopo la sua morte e resurrezione salirร al Padre. Ma tornerร . Non sappiamo quando: l’invito รจ di evitare il comportamento delle vergini stolte.
Se ne va e poi tornerร . A chi spetterร portare la Parola all’umanitร intera? Come dovrร agire la comunitร che si sta formando in attesa della Parusia? La speranza di un ritorno immediato portava con sรฉ anche il desiderio di rivedere il Risorto e che lui stesso conducesse i meritevoli nel Regno.
Nella parabola di oggi e nel testo di domenica scorsa scopriamo con gioia come il Padre misericordioso non impone la salvezza a nessuno, nรฉ emana la condanna per altri. ร un Dio che cerca una relazione con la sua creatura, vuole essere vicino ma non opprimente, ci ama senza irrompere nella vita. Ci chiede, in misure diverse, di collaborare alla salvezza di tutti, di non isolarci nelle nostre convinzioni (solo umane) e di porsi al servizio degli altri.
Non lo farร chi ha ricevuto solo un talento e nemmeno il servo della pericope di oggi. Rappresentano chi ha una visione distorta di Dio e della prassi che viene richiesta. L’Emmanuele ha insegnato nella sua vita terrena come agire secondo il desiderio del Padre. Che รจ amare sempre l’uomo nonostante la sua fragilitร . Non deve trarre in inganno la conclusione: domenica prossima ci verrร riproposta servendosi di altre immagini.
Il Nazareno รจ modello e Maestro: ha sempre amato. Amare รจ anche rimproverare e mettere in evidenza ciรฒ che impedisce la sequela del Risorto. Pietro stesso ne sa qualcosa: prima tradisce e poi รจ chiamato a guidare la Chiesa. L’uso corretto dei talenti come i servi del testo di oggi sono nella parabola le indicazioni per vivere secondo la volontร divina. Ci viene richiesto di essere sale e lievito nel mondo. Con gioia!
Per riflettere
Non esiste una stagione che permetta di vivere con facilitร la Parola del Signore. Anche oggi, pur lontani da guerre, fame e altro, spesso tendiamo a chiuderci nelle nostre comunitร e fare Chiesa per conto nostro. Dobbiamo usare i talenti e monete ricevute per farle fruttare servendo gli altri. Non con timore ma con gioia.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
