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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 21 Settembre 2025

Il brano di vangelo di oggi vede Gesù sfoderare i suoi paradossi a tutto spiano. È forse il caso di ricordare il significato della parola “paradosso”. Così si legge nei vari dizionari: un paradosso è una dichiarazione, un ragionamento o una situazione che, pur apparendo contraddittoria o illogica, può essere vera o può rivelare una verità nascosta o un’interpretazione alternativa della realtà. In pratica, un paradosso sfida la nostra intuizione e ci porta a riconsiderare le nostre premesse o le nostre modalità di ragionamento in modo diverso.

Infatti sorprende che Gesù, il puro ed onesto per eccellenza, lodi la disonestà e riconosca maggiore scaltrezza ai figli di questo mondo rispetto ai figli della luce; questo non vuol dire che inviti alla “scaltrezza disonesta”, bensì che il comportamento del dare valore prioritario al denaro su tutto il resto può andare bene per i figli di questo mondo che hanno come parametro il limitato orizzonte del tempo, ma non può andare bene per i figli della luce.

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Chi invece ha scelto, per grazia, di avere come parametro unico del suo comportamento la causa del Regno di Dio non può tenere il piede in due scarpe, non può mercanteggiare col denaro o derivati. La conclusione di Gesù è perentoria e non lascia scampo a scelte alternative: “Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza”.

Un particolare può suggerire un’altra considerazione: Gesù parla di “figli di questo mondo” e non, come in altri casi, di “figli delle tenebre”, quasi a voler ribadire la sua benevolenza e a ricordare che anche per loro è aperta la porta della misericordia.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi