Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 21 Luglio 2022

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«Perché a loro parli con parabole?—Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato»: i discepoli, curiosi, domandano e la risposta di Gesù sembra quasi voler dire che le parabole sono una sorta di evangelizzazione di serie B, destinate a coloro a cui non vuole rivelarsi completamente; sembra che Dio faccia distinzioni, ma questo stona con i racconti in cui Gesù diffonde la Parola alle folle.

Negli Atti degli Apostoli Pietro dirà: “In verità sto rendendomi conto che Dio non fa differenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto”. (At 10, 34–35), ed è proprio così, Dio non ha preferenze, non fa distinzioni ma, semplicemente, ci lascia liberi.

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La parabola ha la caratteristica di incuriosire, stuzzica anche il più pigro, ma ci lascia il tempo di comprendere, di meditare quelle parole, di metterle in discussione e di farle nostre. È proprio questo il potere delle parabole: ci lasciano la libertà di ascoltare il suo messaggio, nei modi e nei tempi che sono propri di ciascuno di noi, ma allo stesso tempo parlano di concretezza e sono l’ennesimo tentativo di Dio di farsi a misura nostra, di non smettere mai di tentare con noi.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

I commenti di questo mese sono curati da Ilaria Leonardo