La manifestazione di Gesù alle nozze di Cana, il secondo dei misteri della Luce inseriti nella preghiera del Rosario dal Santo papa Giovanni Paolo II. E anche il primo dei “segni” registrati da Giovanni nel suo vangelo. Gesù è solo al seguito della madre, forse non è ancora “famoso”; Giovanni, dopo il miracolo dell’acqua divenuta vino, precisa appunto che quello fu il primo dei segni compiuti da Gesù. Comunque, se pure Gesù non era ancora “famoso” presso la folla, Maria sapeva comunque bene chi fosse suo figlio e pure che a lei quel figlio non poteva negare nulla.
Nel passo giovanneo è presente il ben noto particolare, di difficile digestione ad una lettura che non sia illuminata, dell’appellativo con cui Gesù si rivolge a Maria. Quel “Donna, che vuoi da me?” che, se lo intendiamo oggi, nella nostra lingua, con la nostra sensibilità, sembrerebbe proprio una presa di distanza. La lettura della e nella Chiesa ce ne fa intendere il senso pieno ma anche da soli possiamo comunque avere piena certezza dell’amore e della considerazione, per dirla con le inadeguate categorie linguistiche umane, che Gesù portava a sua madre.
Nel nostro doveroso tentativo di modellare la vita sul Vangelo, il passo di oggi ci presenta proprio il riferimento a Maria. Le specie umane dell’impazienza, dell’orgoglio e della suscettibilità non le appartengono. Le appartiene invece la Fede unita alla certezza che il Signore c’è sempre, anche quando è apparentemente distaccato. La richiesta di Maria non era certo per se stessa, era invece dettata dall’amore e dalla compassione per una coppia di giovani sposi che si sarebbero trovati in imbarazzo. E il Signore, ad un cuore generoso, risponde sempre, nei tempi che decide ma spesso con sovrabbondanza, ben oltre le richieste. Non solo vino, ma vino del più buono.
Per riflettere
Siamo consapevoli che Dio non solo ascolta le nostre preghiere, ma conosce tutto ciò di cui abbiamo veramente bisogno?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
