Nel testo biblico Gerico è una città simbolo, il punto di arrivo di quaranta anni di peregrinazione del popolo dell’alleanza nel deserto. Conquistare Gerico significa poter mettere il piede nella terra promessa da Dio, terra che il popolo non può vedere a causa delle alte mura della città. Non saranno le armi, ma l’intervento prodigioso di Dio ad abbattere quelle mura; al popolo sarà chiesto solo di portare l’Arca dell’alleanza, di suonare le trombe e di emettere un grido fortissimo.
Anche l’uomo seduto al bordo della strada che porta a Gerico grida. Non può vedere niente, perché è cieco. Non vede gli alberi, i campi, le case, meno che mai può vedere in lontananza una terra promessa.
Ma l’udito gli rivela che qualcosa di particolare sta accadendo—forse una di quelle occasioni che arrivano una sola volta nella vita—perciò chiama con tutta la sua voce per farsi ascoltare da Gesù. Il suo grido è insistente, nonostante i rimproveri della gente che gli sta accanto, perché il suo desiderio profondo è essere guarito dalla cecità: chissà che il Figlio di Davide non possa fare qualcosa per lui.
Gesù ha dei “punti deboli”: la misericordia, la compassione, la capacità di accogliere in sé il dolore e il bisogno altrui. Il cieco, pur senza vedere, tira una freccia dritta in quella direzione: abbi pietà di me! Quando mai nel Vangelo uno che abbia detto “abbi pietà di me” è tornato a casa senza essere esaudito?
E infatti il cieco viene sanato, anche se la guarigione non è automatica: c’è prima un incontro personale in cui il Signore chiede al cieco di esplicitare il suo bisogno e il suo desiderio: “Cosa vuoi che io faccia per te?”. In quel momento, anche solo per un attimo, l’uomo si vede costretto a pensare a cosa desidera veramente per la sua felicità e per la sua pienezza di vita.
La restituzione della vista non è più solo un gesto di compassione da parte di Gesù, ma la testimonianza che Dio prende sul serio il desiderio profondo dell’uomo e la sua libertà. Dio non rimprovera l’uomo che grida, al contrario lo guarda con benevolenza, gli si fa vicino e lo ascolta.
Per riflettere
Se oggi Dio mi chiedesse “Cosa vuoi che io faccia per te?” avrei qualcosa da rispondergli? Qual è il desiderio profondo che sta nel cuore della mia vita?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
