Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 18 maggio 2026

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I discepoli si sono dispersi dopo la morte di Gesù. Dalla notte del Giovedì Santo fino alla mattina di Pasqua tutti si sono sentiti smarriti, perché non avevano compreso. Come si può umanamente comprendere che la morte in croce non è una sconfitta, ma una vittoria? E come si può credere che un uomo risorga dai morti? Soltanto incontrando il Risorto. Facendo esperienza che l’amore è più forte della morte.

Anche a noi nel cammino di conversione può capitare che, dopo tanti anni di sequela, ad un certo punto ci troviamo smarriti: non comprendiamo e ci sentiamo abbandonati, come gli apostoli. Ma dobbiamo pazientare fino alla nostra mattina di Pasqua, a quel punto comprenderemo che non è stato tutto vano, che Gesù era con noi anche quando non lo vedevamo più.

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Gesù ci invita a ricordare che Lui ha vinto il mondo, ci ha detto anche: “Venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi […] il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero” (Mt 11, 28–30). Quando ci sentiamo delusi e siamo stanchi di ciò che accade di brutto ogni giorno, la scelta migliore è sempre quella di tornare da Lui.

A volte siamo tentati di dissetarci con l’acqua di pozzanghere, perché abbiamo molta sete, ma soltanto Lui è l’acqua viva che ci permetterà di non avere più sete. Noi oggi non possiamo vedere il Risorto, ma abbiamo molte persone nella Chiesa che risplendono della sua luce: stiamo vicino a loro e chiediamo a Dio che mandi anche a noi il suo Spirito, per ricordarci tutto ciò che ha detto Gesù e per credere in Lui sempre di più.

Per Riflettere

In quale modo riesci a farti coraggio per ricordare che Lui ha vinto il mondo? In che modo riesci a ritrovare pace in Gesù? Ci sono persone che ti portano la luce di Cristo?

Leggi la preghiera del giorno

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi