Allora come oggi il demonio cerca di osteggiare l’avvento del regno di Dio censurando o uccidendo chi si adopera per la sua venuta, chi cerca di ricondurre tutte le cose a gloria di Dio. Prima si viene intimiditi perché si smetta di parlare e di agire secondo Dio e, se questo non accade, si viene uccisi.
Da Abele in poi la storia è piena di figli della luce che sono stati perseguitati e uccisi dai figli delle tenebre. È accaduto per i profeti, è accaduto per gli apostoli ed è accaduto ed accade spesso ancora oggi per tanti martiri che danno la vita per testimoniare la loro incondizionata fiducia nell’amore di Dio.
Nella parte del mondo cristianizzata è raro che ci siano martiri perseguitati e uccisi in odio alla fede, ma succede invece in altre parti del mondo. Gesù ci ha dato l’esempio e ci ha ammonito: “Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi. Non abbiate paura di quelli che hanno il potere di uccidere il corpo ma non hanno il potere di uccidere l’anima. Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me”.
Se vogliamo farci cooperatori del regno di Dio bisogna mettere in conto di vivere nella tribolazione con la speranza che Dio Padre, che ha risuscitato Gesù, risusciterà un giorno anche noi.
Per riflettere
Siamo consapevoli che non c’è gioia senza dolore, non c’è fedeltà al Vangelo senza persecuzione?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
