Continua la controversia con i farisei, che mettono in discussione la autoritร di Gesรน. Nella prospettiva delle autoritร religiose si tratta di obiezioni molto ragionevoli.
Se si accetta l’idea che Dio abbia stretto una alleanza irrevocabile con il popolo di Israele, che si rinnova di generazione in generazione, e che gli strumenti dell’alleanza siano l’osservanza della Legge e il culto, allora ogni profeta che pretenda di parlare in nome di Dio deve dare prova di operare all’interno della tradizione. Altrimenti รจ un falso profeta.
Da qui l’ossessione per la genealogia di Gesรน (โNon รจ forse figlio di Maria?โ), l’accanimento sulla sua geografia (โDa Nazareth puรฒ mai venire un profeta?โ), la formulazione di domande insidiose e la continua sfida a dimostrare la propria origine. Si tratta di esibire le credenziali, per poter essere classificato in una categoria religiosa consolidata.
Ma Gesรน si sottrae alla richiesta di credenziali. Nessun segno sarร dato a questa generazione, perchรฉ qualunque segno possa essere offerto sarร interpretato senza la disponibilitร alla fede. L’unico segno รจ Gesรน stesso. Segno di contraddizione, come aveva detto Simeone al tempio. Segno di Giona, che dopo tre giorni nel ventre del pesce viene rigettato sulla riva sano e salvo. L’unico segno che Gesรน lascia รจ il suo corpo sulla croce e la sua presenza misteriosa nella Resurrezione.
Per riflettere
Gesรน si chiede โPerchรฉ questa generazione chiede un segno?โ. La domanda รจ rivolta a noi oggi. Chiediamo un segno perchรฉ speriamo in qualcosa che ci obblighi, con il peso vincolante dell’evidenza, a credere in Lui. Chiediamo un segno per alleggerire la pena del dubbio. O anche per sistemare l’esperienza di fede nelle nostre comode classificazioni. Ma nessun segno ci sarร dato, nessuna evidenza vincolante. La fede รจ sempre rischiosa.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
