Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 16 Aprile 2022

744

Seconda lettura del sabato Santo. C’era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri. Egli era di Arimatรจa, una cittร  dei Giudei, e aspettava il regno di Dio. Si presentรฒ a Pilato e chiese il corpo di Gesรน. Lo calรฒ dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto. Era il giorno della parascรจve e giร  splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesรน dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono la tomba e come era stato deposto il corpo di Gesรน, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo secondo il comandamento. Oggi sperimentiamo il silenzio di Dio.

Cristo ha consegnato se stesso e tutto sembra che sia sospeso nel tempo di attesa della Resurrezione. Nelle nostre Chiese tutto sembra privo di vita e triste, come doveva apparire il sepolcro alle donne e a Giuseppe di Arimatรจa. Nel mistero della morte, la sola cosa che rifulge รจ una profonda insensatezza.

- Pubblicitร  -

Questa giornata offre, dunque, l’occasione di interrogarci sul ruolo che la fede ha nelle nostre vite e sul significato che troviamo nell’essere cristiani; questo sabato serve per guardarsi in virtรน della morte di Dio. Cosa saremmo senza il messia? Cosa sarebbe il mondo se Gesรน non avesse scelto di dare la sua vita? Cosa ne sarebbe di noi se il Signore non avesse avuto misericordia?


AUTORI: I commenti di questo mese sono curati da Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi