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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 15 Settembre 2025

Meditare questo passo è un sollievo profondo, una dolcissima liberazione, se sappiamo metterci nei panni di quell’apostolo dal nome Giovanni. Vestendo il suo ruolo, Gesù rivolge proprio a noi quelle parole; non solo la sua vita diventa un dono, ma Egli ci consegna anche la persona che più lo ama.

Una madre sempre in ascolto, sempre sollecita, sempre vicina alle sfide dei nostri giorni. Il Signore ci dona una presenza che non giudica quanto profondamente abbiamo sbagliato, ma che sempre sa perdonarci. Una persona che ci è a fianco, senza richiedere la nostra versione migliore, la nostra parte solo splendente. Un amore che non conosce fine, uno sguardo che sempre saprà indicarci il bene.

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Come è possibile abbandonarsi alla disperazione che le tentazioni ci suggeriscono, se siamo in grado di ricambiare questo sguardo rivolto verso di noi? Anche quando ci sentiamo stanchi, dimenticati, nell’errore o vessati, sempre, da prima che potessimo rendercene conto, eravamo già amati, già considerati preziosi.

Pensiamoci in questo sentimento che non conosce limiti umani e che dal nostro primo istante di vita ci abbraccia. Forse la madre e il padre sono le figure terrene che più sanno raccontarci un amore tanto illimitato e “ingiustificato”, una maniera di aver cura di qualcuno che non richieda nessun merito, che non preveda niente dall’amato se non il solo aspetto d’essere al mondo ed esistere.

Ecco, questo è l’amore di Dio e questo è l’amore di Maria per noi.

Per riflettere

Riesco a pensarmi creatura amata? Riesco a progettare la mia vita alla luce di questa presenza incoraggiante e colma di speranza? Sento su di me l’amore di questa Madre e questo Padre celesti?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi