Anche a noi capita di attraversare momenti di sofferenza e di non riuscire a vedere Gesù. Così lo riempiamo di richieste affinché il dolore passi presto e domandiamo anche spiegazione di ciò che viviamo, ma senza capire.
Gesù, però, ci rassicura: non siamo soli, Lui attraversa la sofferenza con noi. Come quando, camminando sulla battigia, non vediamo più due scie di passi nella sabbia, ma una sola; non perché Lui ci ha abbandonati, ma perché ci ha presi in braccio, per farci passare all’asciutto; così dobbiamo avere fiducia che lui ci è accanto nei momenti difficili.
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Non solo, ma Gesù ci dice anche che il momento del dolore è un momento passeggero, perché quello che ci attende è gioia piena; e ci dice anche che non butterà via niente di ciò che abbiamo vissuto, ma, se gli diamo la possibilità di scendere con noi nel profondo del nostro dolore, Lui lo guarirà: trasformerà le nostre ferite in feritoie di luce e da queste uscirà nuova vita, gioia piena che contagerà anche ci sta accanto, perché “tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio” (cfr. Rm 8, 28a).
Per Riflettere
Se mi guardo indietro, riesco a vedere che Dio ha trasformato il mio dolore in gioia? In quale ferita devo permettergli di scendere affinché la guarisca?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
