Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 15 Giugno 2022

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Come si vive da cristiani? Oggi Gesรน ci dร  una lezione di stile cristiano: il cristiano fa le cose non per essere visto o gratificato dagli applausi e dai โ€œmi piaceโ€ degli altri. Non conta le visualizzazioni delle sue foto sui social, non gli importa di quante persone mettono un like. Il cristiano sa che l’amore piรน bello รจ quello meno ostentato, che agisce silenziosamente, che non aspetta di sentirsi dire grazie.

โ€œState attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’รจ ricompensa per voi presso il Padre vostro che รจ nei cieliโ€. Dovremmo passare dalla logica dell’apparenza alla logica dell’appartenenza. Se io desidero apparire cerco conferme, mi rifugio nelle conversazioni con chi mi dร  sempre ragione e mi โ€œadoraโ€. Ma se scelgo la logica dell’appartenenza, faccio il bene solo per cercare il bene dell’altro, indipendentemente dalla reazione dell’altro.

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โ€œE il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserร โ€. Cosรฌ il nascondimento diventa il luogo della libertร . Tanto piรน rifiutiamo di metterci in mostra, di cercare contraccambio, di volere che gli altri se ne accorgano, tanto piรน significherร  che ci sentiremo amati e liberi, e proprio per questo non cercheremo niente di piรน. Gesรน ci parla nel Vangelo non per farci venire i sensi di colpa, ma per saper leggere i sintomi della nostra vita e cosรฌ capire davvero qual รจ il nome del nostro problema. Dietro il sintomo dell’apparenza c’รจ quasi sempre una richiesta di amore e attenzione. La vita spirituale รจ risposta a una domanda del genere.

Per riflettere

Quali gesti e azioni mi danno soddisfazione se mostrati agli altri? Penso a una situazione, un gesto, una abitudine, che solitamente porto davanti agli altri e mi impegno a renderla โ€œsilenziosaโ€, a portarla nel nascondimento, in modo che gli altri vedano solo i suoi frutti.

Preghiera finale

Le mie mani, coperte di cenere, segnate dal mio peccato e da fallimenti,

davanti a te, Signore, io le apro, perchรฉ ridiventino capaci di costruire

e perchรฉ tu ne cancelli la sporcizia.

Le mie mani, avvinghiate ai mie possessi e alle mie idee giร  assodate,

davanti a te, o Signore, io le apro, perchรฉ lascino andare i miei tesoriโ€ฆ

Le mie mani, pronte a lacerare e a ferire, davanti a te, o Signore,

io le apro, perchรฉ ridiventino capaci di accarezzare.

Le mie mani, chiuse come pugni di odio e di violenza, davanti a te,

o Signore, io le apro: deponi in loro la tua tenerezza.

Le mie mani si separano da loro peccato davanti a te, o Signore,

io le apro: attendo il tuo perdono.

(Charles Singer)

AUTORI: I commenti di questo mese sono curati da Elisa e Marco Castrucci

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi