- Pubblicità -

Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 14 Maggio 2025

I versetti del Vangelo di Matteo, che oggi ci sono proposti, ci spingono a riflettere sulla “parola”. È importante partire dalla convinzione che la parola sia il più prezioso strumento di relazione fra gli uomini e fra l’uomo e Dio. Sono le parole che ci consentono di esporre le nostre idee, i nostri ragionamenti, di elaborare collegamenti fra fatti diversi, di esprimere i nostri sentimenti, di pregare.

L’inno più bello alla parola è l’inizio del Vangelo di Giovanni: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste”.

- Pubblicità -

Qual è invece il peso della parola nel contesto attuale? Sui social, nei dibattiti televisivi vengono profuse tantissime parole spesso incoerenti, aggressive e polemiche, che rivelano un vuoto di pensiero, che non cercano di stabilire una relazione.

Il “Sì, sì” e “No, no”, a cui ci invita il Vangelo, ci dà un orientamento: non soltanto dobbiamo usare parole chiare senza ambiguità e senza sottintesi, ma dobbiamo perseguire l’obiettivo di stabilire un dialogo pensando alle conseguenze delle nostre parole e sforzandoci di farci capire e di capire l’altro senza collocarlo pregiudizialmente da una parte.

Cadono a proposito le recenti parole di Papa Francesco: “Dobbiamo disarmare le parole, per disarmare le menti e disarmare la Terra”.

Per riflettere

Ci sforziamo di scegliere con cura le parole nell’incontro con gli altri, al fine di stabilire una relazione significativa? In alcune circostanze sappiamo valorizzare il silenzio?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi