I versetti del Vangelo di Matteo, che oggi ci sono proposti, ci spingono a riflettere sulla โparolaโ. ร importante partire dalla convinzione che la parola sia il piรน prezioso strumento di relazione fra gli uomini e fra l’uomo e Dio. Sono le parole che ci consentono di esporre le nostre idee, i nostri ragionamenti, di elaborare collegamenti fra fatti diversi, di esprimere i nostri sentimenti, di pregare.
L’inno piรน bello alla parola รจ l’inizio del Vangelo di Giovanni: โIn principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto รจ stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla รจ stato fatto di ciรฒ che esisteโ.
Qual รจ invece il peso della parola nel contesto attuale? Sui social, nei dibattiti televisivi vengono profuse tantissime parole spesso incoerenti, aggressive e polemiche, che rivelano un vuoto di pensiero, che non cercano di stabilire una relazione.
Il โSรฌ, sรฌโ e โNo, noโ, a cui ci invita il Vangelo, ci dร un orientamento: non soltanto dobbiamo usare parole chiare senza ambiguitร e senza sottintesi, ma dobbiamo perseguire l’obiettivo di stabilire un dialogo pensando alle conseguenze delle nostre parole e sforzandoci di farci capire e di capire l’altro senza collocarlo pregiudizialmente da una parte.
Cadono a proposito le recenti parole di Papa Francesco: โDobbiamo disarmare le parole, per disarmare le menti e disarmare la Terraโ.
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Per riflettere
Ci sforziamo di scegliere con cura le parole nell’incontro con gli altri, al fine di stabilire una relazione significativa? In alcune circostanze sappiamo valorizzare il silenzio?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
