Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 14 Gennaio 2025

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Gesรน insegnava non come gli scribi bensรฌ con autoritร . C’รจ da scommetterci. รˆ chiaro che neanche il papa potrebbe vincere la partita con Gesรน, ma noi al papa l’autoritร  gliela riconosciamo, eccome.

L’accenno di Marco (presente anche in Matteo), che sembra quasi buttato lรฌ, ci dice invece chiaramente che i capi religiosi del tempo avevano perso la stima del popolo, che a loro appunto non riconosceva autoritร , men che meno autorevolezza.

Se l’establishment dell’epoca, scribi, farisei, sadducei, usava ma non amava il popolo, pure dal popolo non era riamato. E se l’amore o almeno il rispetto non c’รจ, l’autoritร  si esercita con la forza e la paura. Proprio come per il demonio, presente nella scena: lui l’autoritร  di Gesรน sugli spiriti la riconosce, e di lui ha paura, ma di certo non lo ama.

Se รจ vero che, nell’arco dei duemila anni di storia cristiana, i segni e le manifestazioni di Gesรน, della Vergine Maria e di molti santi, si sono ripetute in molteplici rivelazioni private, รจ perรฒ altrettanto vero che del Gesรน che opera segni, che ammaestra le folle, che mette in riga il demonio noi non possiamo godere. Il Signore ci ha lasciato la Chiesa, e non รจ poco.

Ed รจ quindi importante che ad essa riconosciamo non solo piena autoritร , ma che abbia un posto speciale nel nostro cuore e un’attenzione filiale. Perchรฉ nel disegno di Dio la via ordinaria alla salvezza passa attraverso l’adesione totale, del cuore e della mente, alla Rivelazione consegnata proprio alla custodia della Chiesa.

Per riflettere

Cristo sรฌ, Chiesa no, si sente dire spesso. Come rispondiamo a questo, che prima di essere il segnale di un rancore verso la Chiesa, รจ un vero e proprio insensato sproloquio?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi

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