Correzione fraterna: un gesto che deve essere, assolutamente, iscritto nell’ambito della carità. La correzione fraterna non è mai un discorso semplice; esso suppone che, all’interno della comunità, grande o piccola non importa, si sia instaurata, e si viva realmente, una buona dimensione fraterna, fatta di stima, di fiducia, di rispetto e di affetto sincero, quando non anche di profonda amicizia.
Molto spesso il nostro sguardo è lo sguardo di chi giudica, istintivamente, condanna, talvolta severamente; c’è solo uno sguardo capace di salvare: lo sguardo di Dio, che libera e salva; ecco perché la correzione fraterna ha senso ed efficacia solo se nasce da un cuore misericordioso che, prima di misurarsi sul fratello, si misura con l’amore sconfinato di Dio. La correzione fraterna è, dunque, un autentico gesto d’amore.
Perciò se noi per primi percorriamo la via che conduce alla salvezza, in obbedienza alla legge di Dio, se noi per primi abbiamo accolto, nella nostra vita, Cristo come Maestro e Via che conduce al Padre, persuasi e felici della bontà della nostra scelta, sapremo ben testimoniarla e proporla agli altri; sapremo, consapevoli che non ci si salva da soli, che tutti coloro che ci stanno accanto e formano con noi un medesimo tessuto comunitario devono esser tutelati, aiutati, avvertiti.
Come Lui anche noi, senza stimarci migliori degli altri, dobbiamo attendere con la speranza, tenuta viva dall’amore, che chi si è allontanato ritorni, per godere dell’abbraccio del Padre, del dono grande della comunione fraterna, e della felicità di sentirsi nuovamente a casa. (Suor Maria Giuseppina Pisano OP)
Per riflettere
Ci sentiamo abbastanza vicini a Dio da cercare l’avvicinamento di tutti i fratelli a Lui, nonostante le incomprensioni con gli altri?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
