Nel Vangelo di oggi Gesù usa parole che, a una prima lettura, possono sembrare dure. Sembrano parole di separazione, quasi che seguire lui significhi mettere gli affetti in competizione tra loro o stabilire una sorta di gerarchia tra le persone che amiamo. Per questo il brano può apparire, almeno all’inizio, in contrasto con il volto di Gesù che conosciamo: il volto di chi insegna l’amore, la misericordia e la comunione.
In realtà Gesù non chiede di svalutare gli affetti familiari né di amare di meno chi ci è vicino. Chiede piuttosto una scelta senza compromessi: mettere lui al centro, perché solo da questa fedeltà nasce un amore davvero libero. E un amore libero e autentico non cancella i legami, li rende più veri.
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Accogliere la Parola del Padre in modo sincero e profondo significa lasciare che essa plasmi il cuore. E poiché Dio è Amore, anche il nostro modo di voler bene cambia: l’affetto per i nostri cari non viene messo da parte, ma appartiene un orizzonte più grande. Così l’amore umano non resta limitato, ma si apre e si allarga.
Quando accogliamo senza riserve l’insegnamento di Gesù nasce in noi una capacità nuova di amare. È un amore che riconcilia, che rimette pace dentro di noi e ci rende più aperti verso chi incontriamo. Per questo il Signore ci invita a vivere il dono senza calcoli, con gesti concreti e semplici come il donare un bicchiere di acqua fresca.
Per Riflettere
Papa Francesco ci ricorda che seguire Gesù significa mettere Lui al centro delle scelte. Anche quando costa. Ma la vera pace nasce da un cuore libero e pieno di Lui. Cosa vuol dire per me, nel mio quotidiano mettere Gesù al centro delle mie scelte?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
