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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 13 Giugno 2024

Come abbiamo letto nel brano precedente, Gesù non si pone in opposizione alla Torah, ma vuole darle pieno compimento. Così il “Ma io vi dico” in risposta a ciò che “fu detto dagli antichi” non va inteso come una negazione del comandamento biblico, ma come un andare oltre, andare più in profondità.

Gesù non si limita a proporre una norma che ci tuteli dal fare il male, ma vuole proprio scardinare il meccanismo umano che porta al male stesso. Non si limita a considerare l’azione esterna, ma vuole sondare le intenzioni del cuore.

Ascoltiamo le notizie del mondo, leggiamo la cronaca e il fatto di uccidere ci inorridisce, ci sembra così lontano da noi. Invece, possiamo sicuramente ricordare un momento in cui ci siamo arrabbiati o in cui abbiamo rivolto, apertamente o meno, un’offesa a qualcuno che non apprezziamo.

Ecco, Gesù ci dice che non c’è differenza tra questi gesti, perché la radice di questi comportamenti è la stessa, ed è l’opposizione all’altro. Non basta limitarsi a non fare del male: se non ami tuo fratello, lo stai uccidendo. Un messaggio radicale e che ci mette in discussione ogni giorno, proprio perché va a toccare un nostro istinto umano.

È un insegnamento che Gesù non vuole scrivere nella pietra, ma nel nostro cuore di cristiani. Dice Papa Francesco: «C’è del bene da fare, preparato per ognuno di noi, ciascuno il suo, che ci rende noi stessi fino in fondo. “Non uccidere” è un appello all’amore e alla misericordia, è una chiamata a vivere secondo il Signore Gesù, che ha dato la vita per noi».

Per riflettere

E oggi? Ho ucciso qualcuno rinunciando ad un atto di amore?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi