Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 13 Aprile 2022

955

«Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». Quale è il prezzo dei nostri peccati? A quale costo veniamo meno ad un’alleanza stretta col Signore? Per quanto, infatti, possa sembrare che il peccato sia una trasgressione a nostro vantaggio, uno strappo alla regola fatto a nostro favore, tutti noi possiamo ben vedere quanto sia piuttosto una detrazione e un danno che paghiamo con l’allontanarci dal Signore.

Ci affanniamo a trovare la felicità o la nostra realizzazione più compiuta, ma quando ce l’abbiamo davanti e la vediamo consistere nella persona di Gesù, nell’essere vicini al suo esempio e al suo modo di donarsi con gratuità, arretriamo spaventati pensando di non potercela fare. Cerchiamo quindi una scorciatoia che possa abbreviarci la strada, qualcosa che per noi sia un bene immediato.

- Pubblicità -

Meditare su questo ci mostra che il peccato, in tal senso, è un’impostura perché un’illusione: l’idea di poter avere la salvezza, senza essere passati prima dalla fatica della croce. È una via “breve”, che ci parla di soddisfazione senza attese, ma che poi ci conduce all’infelicità più profonda e duratura.


AUTORI: I commenti di questo mese sono curati da Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

Articolo precedentedon Franco Mastrolonardo – Commento al Vangelo di oggi – 13 Aprile 2022
Articolo successivoDon Antonio Mancuso – Commento al Vangelo del 13 Aprile 2022