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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 12 Maggio 2025

Siamo nuovamente al capitolo 5 del Vangelo di Matteo, al discorso della montagna: dopo le beatitudini e dopo averci detto che, vivendo in quello spirito nuovo, siamo sale della terra e luce del mondo, Gesù prosegue spiegando il senso profondo della legge e il suo compimento, attraverso sei efficaci contrapposizioni: «Avete inteso che fu detto… Ma io vi dico…». Col brano di oggi leggiamo la prima.

“Non ucciderai”: è il comandamento che vieta di uccidere, che vieta il male più estremo; Gesù non lo nega, non dice “Uccidete, fate il male”, piuttosto—«Ma io vi dico…»—ci dice che non basta non uccidere, bisogna porci in una prospettiva più radicale e più profonda, andare alla radice del male e convertire il nostro cuore.

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«Chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio», così come chi dice al fratello “Stupido” o “Pazzo”. La rabbia, di per sé, non è sbagliata, è una emozione, che possiamo e dobbiamo comprendere, ricondurre alle sue cause e ai suoi significati più profondi, traendo da essi consapevolezza e diverse sorgenti di bene; la rabbia che affiora come violenza, come insulto (“Stupido”… “Pazzo”) è sempre sbagliata, toglie all’altro la verità di se stesso e, invece che disinnescare il male, lo amplifica.

E non basta neanche che ci impegniamo ad ampliare il nostro sguardo e a convertire il nostro cuore, dobbiamo anche aiutare gli altri a farlo, ci esorta Gesù: «Se… ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, …va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello». Solo in un incontro cruciale di significati profondi, nostri e dell’altro, la riconciliazione è piena ed un torto o una ferita diventano occasione di comprensione reciproca e di bene.

Gesù non nega la legge, non la sostituisce, ma la chiarisce e le rende pienezza.

Per riflettere

Possiamo nella nostra vita compiere dei veri miracoli, ogni volta che interrompiamo una catena di torti e risentimenti, ogni volta che con onestà intellettuale cerchiamo di comprendere in profondità le ragioni e i punti di vista nostri e degli altri e di individuare dei significati comuni di bene su cui riconciliarsi.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi