Siamo nuovamente al capitolo 5 del Vangelo di Matteo, al discorso della montagna: dopo le beatitudini e dopo averci detto che, vivendo in quello spirito nuovo, siamo sale della terra e luce del mondo, Gesรน prosegue spiegando il senso profondo della legge e il suo compimento, attraverso sei efficaci contrapposizioni: ยซAvete inteso che fu dettoโฆ Ma io vi dicoโฆยป. Col brano di oggi leggiamo la prima.
โNon uccideraiโ: รจ il comandamento che vieta di uccidere, che vieta il male piรน estremo; Gesรน non lo nega, non dice โUccidete, fate il maleโ, piuttostoโยซMa io vi dicoโฆยปโci dice che non basta non uccidere, bisogna porci in una prospettiva piรน radicale e piรน profonda, andare alla radice del male e convertire il nostro cuore.
ยซChiunque si adira con il proprio fratello dovrร essere sottoposto al giudizioยป, cosรฌ come chi dice al fratello โStupidoโ o โPazzoโ. La rabbia, di per sรฉ, non รจ sbagliata, รจ una emozione, che possiamo e dobbiamo comprendere, ricondurre alle sue cause e ai suoi significati piรน profondi, traendo da essi consapevolezza e diverse sorgenti di bene; la rabbia che affiora come violenza, come insulto (โStupidoโโฆ โPazzoโ) รจ sempre sbagliata, toglie all’altro la veritร di se stesso e, invece che disinnescare il male, lo amplifica.
E non basta neanche che ci impegniamo ad ampliare il nostro sguardo e a convertire il nostro cuore, dobbiamo anche aiutare gli altri a farlo, ci esorta Gesรน: ยซSeโฆ ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, โฆva’ prima a riconciliarti con il tuo fratelloยป. Solo in un incontro cruciale di significati profondi, nostri e dell’altro, la riconciliazione รจ piena ed un torto o una ferita diventano occasione di comprensione reciproca e di bene.
Gesรน non nega la legge, non la sostituisce, ma la chiarisce e le rende pienezza.
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Per riflettere
Possiamo nella nostra vita compiere dei veri miracoli, ogni volta che interrompiamo una catena di torti e risentimenti, ogni volta che con onestร intellettuale cerchiamo di comprendere in profonditร le ragioni e i punti di vista nostri e degli altri e di individuare dei significati comuni di bene su cui riconciliarsi.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
