Un gioco di bambini sempre attuale quello che propone Gesù all’inizio di questo brano. Si inventano e si ripropongono giochi senza arrivare ad un accordo convincente e coinvolgente. Così si rimane fermi a far scorrere il tempo senza provare soddisfazione e neppure dolore.
Un po’ fa parte anche della nostra esperienza quando, con un gruppo di amici, abbiamo provato a decidere cosa fare o dove andare, senza trovare consensi che mettessero d’accordo tutti. Forse qualcuno ha anche rinunciato ad unirsi al gruppo, altri hanno aderito brontolando e criticando la scelta. La noia sempre è cattiva consigliera e presta il fianco alla critica, al parlarsi addosso, al giudizio su questa o quella persona.
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Gesù ha le idee ben chiare. C’è chi vorrebbe seguire il Battista ma lo trova troppo austero e ruvido nel suo modo di fare. C’è chi preferirebbe scegliere la compagnia di Gesù ma la trova eccessivamente leggera e non troppo raccomandabile.
E allora che fare? Meglio stare alla larga e appioppare etichette sia all’uno che all’altro. È più sicuro rimanere nella piazza della critica e stare a guardare. Chi non si vuole lasciar coinvolgere trova sempre giustificazioni plausibili per sentirsi a posto.Gesù p
erò pone un “ma” che opera un discernimento immediato sui giudizi e sulle azioni. Ed è un passaggio liberante, come liberante è l’avvento di Gesù nella nostra vita. C’è una sapienza, cioè un saper assaporare la presenza di Dio in noi e attorno a noi, che coinvolge e fa cambiare i pensieri in pensieri benevoli e rinnova i gesti in opere di bene. A noi permettere che questa sapienza abiti in noi e operi attraverso noi.
Per Riflettere
A quale gioco sto giocando sulla “piazza della mia vita”? Quale lavoro interiore permetto alla sapienza del Signore di compiere in me per convertire i miei pensieri in pensieri benevoli e liberare le mie azioni in opere di bene? In quale situazione della mia vita concretamente lo identifico?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
