Gesรน nella sua predicazione non si fa problemi ad entrare in contraddizione con se stesso pur di farci arrivare un messaggio.
Mentre in altri discorsi il modello di schiavitรน tra l’uomo e Dio รจ stato scardinato dalla nuova relazione tra il Padre e noi suoi figli, in questa parabola la servitรน nella sua accezione piรน letterale viene messa al centro del nostro rapporto con Dio.
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Qui infatti Gesรน sottolinea come per i servi non abbia senso aspettarsi la gratitudine dal padrone. Inutile illudersi di avere un posto a tavola come premio per aver svolto il proprio dovere (nemmeno per intero, tra l’altro). Anzi, dopo una giornata di duro lavoro nella vigna del Signore, l’unica consolazione che dobbiamo concederci รจ la rassegnazione di essere โsolo dei serviโ.
Ed รจ questa rassegnazione nelle mani del Signore che ci libera. Ci libera dall’ossessione di una ricompensa da parte sua. Ci libera dagli affanni della competizione per metterci in mostra davanti a lui o tra di noi. Ci libera dalle preoccupazioni sul nostro futuro. Perchรฉ alla fine siamo tutti semplicemente dei servitori, ed il Signore che รจ buono provvederร a noi in tutto.
Che dobbiamo fare noi in cambio di tutto questo? Semplicemente dire di sรฌ e fare quello che ci chiede, qualunque cosa essa sia, gioendo della bellezza di essere solo degli umili servi. Chiediamo ogni giorno al Signore che si compia la sua volontร , per liberarci dalle inutili illusioni derivanti dalla nostra volontร .
โPietro, tu mi ami?โ. โSรฌ, Signoreโ. โAllora pasci le mie pecorelleโ.
Per Riflettere
Quanto ci รจ difficile immaginarci come solo degli umili servi? Riusciamo a spogliarci della nostra pesante individualitร ed accettare la volontร del Signore invece della nostra?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
