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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 11 Novembre 2024

Riguardo al peccato, Gesù indica tra le sue conseguenze più gravi quella del costituire un’occasione di inciampo per le altre persone. Il venir meno di un riferimento davanti a chi è già disorientato, l’aggiunta di un ulteriore ostacolo sul cammino di chi è già affaticato, queste situazioni sono lo “scandalo” causato dal peccato. E tanto più ad essere colpiti sono i “piccoli”, i fragili, i deboli ad esempio nella capacità di giudizio, nell’autonomia di scelta, tanto più il peccato è grave. Nello scrupolo di spiegarsi con efficacia, Gesù si esprime con un paragone iperbolico. Dobbiamo guardarci dal peccato, dal provocare lo scandalo dei piccoli, con lo stesso timore con cui consideriamo una morte violenta come quella per affogamento con una pesante pietra al collo.

Immediatamente prima di questo severo ammonimento, Gesù afferma che è «inevitabile che avvengano gli scandali». Da un lato l’inevitabilità del peccato, ma dall’altro, allo stesso tempo, un chiaro giudizio di condanna. Non possiamo impostare il nostro atteggiamento di fronte al peccato prendendo in considerazione uno solo di questi aspetti. Dobbiamo invece considerarli entrambi contemporaneamente. Da sola, la verità dell’inevitabilità del peccato potrebbe condurci verso un’autoassoluzione. E simmetricamente, da sola, la verità della sua gravità ci condurrebbe alla disperazione, alla paralisi dopo la caduta.

Il discorso di Gesù, dopo questo accenno sul peccato, procede sul perdono. Anche in questo caso le parole sono nette. A chi si pente abbiamo il dovere di perdonare. Sempre, indipendentemente da quante volte si sia ripetuto l’atto di offesa. A questa precisa ingiunzione, Gesù fa precedere la prescrizione del rimprovero. Non possiamo esimerci dal perdono e, allo stesso tempo, non possiamo esimerci dal segnalare a chi sbaglia il proprio errore, dall’indicare la strada a chi si perde.

Alla richiesta dei discepoli di aumentare la loro fede, le parole di risposta di Gesù ci invitano a fare uno sforzo di fiducia, indipendentemente da una sua quantificazione.

Per riflettere

Quando siamo incerti sulla correttezza o sull’opportunità di una nostra azione ci ricordiamo sempre di valutare la possibilità che questa possa disorientare o scoraggiare altre persone?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi