Gesù ha appena chiamato a sé i dodici apostoli e, con le parole del Vangelo di oggi, consegna loro e, con loro a tutti noi, la missione di andare nel mondo.
«Strada facendo…», cioè durante il nostro cammino, nelle nostre occupazioni, qualunque strada stiamo percorrendo, possiamo annunciare e mostrare con la nostra stessa vita «…che il regno dei cieli è vicino»: è qui ed ora, non è il ricordo nostalgico di un paradiso perduto, né un’aspettativa vaga di qualcosa che avverrà, ma è presente che salva e dà significato alla nostra vita attuale.
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Nel nostro stare con gli altri, nel prenderci cura di loro («Guarite…, risuscitate…, purificate…»), Gesù ci apre ad un senso di libertà e gratuità: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». Non c’è meritocrazia nell’amore di Dio, non sono le nostre prestazioni, i nostri risultati a meritarcelo, il suo amore è gratuito e così sarà il nostro amore per gli altri.
Senza denaro, sacca da viaggio, doppia tunica…, liberi appunto, come i gigli dei campi e gli uccelli del cielo, non dobbiamo fare altro che camminare, lasciando che sia qualcun altro ad indicarci la strada; senza preoccuparci di ciò che ci manca o di non essere all’altezza, perché c’è qualcun altro che ci darà i mezzi; senza programmare tutto, perché c’è qualcun altro che darà i tempi giusti.
E nella libertà, nostra e degli altri, c’è anche la possibilità del “no”, c’è la possibilità di non essere accolti, di non trovare spazio per ciò che Gesù annuncia e domanda: il Vangelo non si propaga come imposizione. Nel versetto successivo all’estratto di oggi, il versetto 14, Gesù continua: «Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi». Possiamo soffrirne, ma dobbiamo avere l’umiltà di accettare un rifiuto senza paranoie o sensi di colpa, l’umiltà di distaccarci come si distacca la terra da sotto i piedi e con questa libertà andare avanti e incontro a chi, invece, accoglie e fa spazio.
Per riflettere
Riflettiamo sulla gratuità dell’amore che riceviamo, da Dio e da coloro che ci vogliono bene, e sulla gratuità che deve caratterizzare il nostro amore per gli altri: tutti, noi e gli altri, tutti gli operai della vigna, arrivati all’alba così come all’ultimo minuto, siamo amati senza merito e senza calcolo e ricompensati solo per amore.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
