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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 11 giugno 2026

Gesù ha scelto dodici uomini ordinari, non perfetti, per affidare loro la missione di portare il Vangelo. In questi dodici vediamo diversi caratteri, diverse storie, diverse capacità.

Non sono scelti per il loro merito, ma per grazia. E Gesù dà loro “il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie”. Il potere che ricevono non è quello del denaro o del prestigio, ma il potere della guarigione, della liberazione, del perdono.

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Questo rivela la vera natura della missione cristiana. Poi Gesù dà loro le istruzioni: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Il Vangelo non è una merce da vendere, non è da usare per arricchirsi o per guadagnare potere. È un dono ricevuto e da condividere.

La proibizione di procurarsi oro, argento, vesti di ricambio, bastone, non è un’esaltazione della povertà per se stessa, ma dell’affidarsi a Dio. Gli apostoli devono imparare che il Regno non si costruisce con mezzi terreni, ma con la fiducia nella Provvidenza divina.

Questo insegnamento rimane valido per ogni discepolo oggi: la nostra forza non viene dalle nostre risorse materiali, ma dalla comunione con Gesù e dalla fiducia in Lui.

Per Riflettere

Come vivo la mia vocazione cristiana? Gratuitamente ricevo e gratuitamente do? Mi affido a Dio per il necessario, o accumulo come se Dio non fosse sufficiente?

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FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi