Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 10 Luglio 2023

657

Due gesti diversi: uno richiesto dal padre della fanciulla, l’altro compiuto da Gesรน nei confronti della ragazzina. Il padre chiede la guarigione della figlia, anzi chiede di piรน, che questa venga resuscitata: chiede un gesto ufficiale di benedizione da parte di Gesรน, ovvero l’imposizione della mano su di lei. La fede del padre della fanciulla รจ molto intensa, un padre disperato e impotente per la perdita della propria figlia si affida completamente a Gesรน. La fede di chi crede in Gesรน anche quando ha un morto in casa รจ fede in cui c’รจ una speranza che supera i confini della morte.

Nel secondo gesto Gesรน prende la mano della ragazzina; non un gesto religioso, ma un gesto di profonda tenerezza umana; non un gesto dall’alto, ma a fianco. L’affermazione di Gesรน โ€œla fanciulla non รจ morta, ma dormeโ€ indica che per lui la morte รจ una condizione passeggera come il sonno dal quale ci si risveglia. La gente lo deride. Le cose come le vede Dio appaiono diverse da come le vediamo noi. La fede รจ la chiave per ottenere la guarigione di tutte le nostre ferite, le nostre malattie e le nostre sofferenze.

Dobbiamo affidarci a Lui in ogni situazione della vita e consegnare a lui tutte le nostre sofferenze: per Gesรน tutto รจ possibile, Lui ha il potere della vita e della morte. รˆ la stessa fede che riesce anche a salvare la donna che aveva perdite di sangue, che solo sperando di toccare il mantello di Gesรน viene salvata.

Per riflettere

Affidiamo le nostre sofferenze e preoccupazioni al Signore? Abbiamo la speranza della salvezza di Cristo?


โœ๏ธ Commento al brano del Vangelo di:  โœ 
Mt 11,25-30

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi