Su chi volge lo sguardo oggi Gesù? Sul paralitico, ci verrebbe da rispondere! E invece no. Il suo primo sguardo va sui quattro barellieri. Sono guardati prima del malato. Gesù riconosce non solo la loro solidarietà e la gratuità con cui aiutano quel malato, ma addirittura la loro fede.
E senza fede non ci sono miracoli. A Nazaret, ad esempio, Gesù non fece miracoli proprio per l’incredulità dei suoi compaesani. Ecco, qui la guarigione non avviene per la fede del paralitico, bensì per la fede di chi porta la barella del paralitico. L’uomo è guarito grazie alla fede dei suoi amici.
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Tutti dunque possiamo sperare di più ritrovando il nostro “coraggio”. Come un vero padre, il Signore Gesù riaccende in tutti i suoi figli la possibilità di sperare in un incremento di vita. Anche e proprio quando mette a disagio, creando scompiglio nei cuori di quanti sono detentori del controllo e del potere.
Anche davanti alla reazione scandalizzata degli scribi, il Signore non reagisce con il silenzio e non manca di mettere in chiaro una cosa fondamentale: la malvagità per eccellenza e il fondamento di ogni male sta nel non credere che sia «più facile» e, soprattutto, più importante guarire il «cuore» dal malvagio. Non solo, si può persino ritrovare l’interezza e la pienezza del proprio volto di umanità. Tutto il resto poi viene in modo urgente e naturale: “Alzati e cammina”.
Per Riflettere
Il testo del Vangelo di oggi dà valore ad un elemento spirituale fondante nella religione cristiana: la preghiera di intercessione! Possiamo chiedere a Dio la guarigione dei nostri fratelli. Non importa se loro credono. Dio vedrà la nostra fede.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
