Abbiamo vissuto pochi giorni fa il mistero della nostra salvezza: Gesù, il Figlio inviato dal Padre, ha donato la sua vita per noi. Inchiodato sulla croce tra cielo e terra, muore e risorge per la nostra salvezza, ritornando al Padre.
Il cielo e la terra allora non sono più così distanti per chi crede in Gesù, per chi guarda a Lui con cuore puro e libero. Le folle che lo avevano ascoltato e avevano visto i suoi miracoli, i discepoli che per tre anni avevano camminato con Lui, tutti fuggono di fronte allo scandalo della croce perché il loro sguardo era troppo terreno.
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Diversa è l’esperienza vissuta dal centurione romano e dal ladrone pentito, perché quelle parole che Gesù dice dalla croce fanno cambiare il loro sguardo: non sarà più uno sguardo terreno, ma uno sguardo rivolto al cielo. Il ragionamento che Gesù fa nella pagina del Vangelo di oggi è molto chiaro: “Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra”.
Vedere le cose da queste due prospettive diverse fa la differenza nella vita di una persona. Da una parte, vedere la vita, il mondo che ci circonda e le relazioni che viviamo dal basso non permette di coglierne fino in fondo il significato più profondo. Vederle invece dalla prospettiva di Gesù significa guardarle dall’alto e avere così l’opportunità di coglierne un senso più profondo.
È la grande decisione di cominciare a guardare la vita e vivere la nostra fede non dal basso dei nostri ragionamenti e delle nostre constatazioni, ma dall’alto della visione di Cristo, che sa coglierne sempre un significato più totale e più complessivo. “Colui, infatti, che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito”. Oltre a cambiare sguardo, serve anche mettersi in ascolto di Colui che Dio ha mandato.
Ecco perché nell’ascolto e nello sguardo verso l’alto si gioca molto della nostra fede. Il nostro rapporto con la Parola, insieme a un cuore aperto all’azione dello Spirito, è ciò che può cambiare completamente la nostra vita e la nostra fede, aiutandoci a scoprire la vocazione a cui siamo chiamati.
Per riflettere
“Camminate con i piedi per terra e con il cuore abitate il cielo”. In questo giorno facciamo memoria di San Giuseppe Lavoratore, un uomo che si è messo in ascolto di Dio e si è fidato della Sua Parola, un uomo capace di guardare al cielo. Allo stesso tempo, però, è stato un uomo concreto e radicato nella realtà, capace di conciliare la preghiera e l’ascolto con l’azione, vivendo la sua vocazione di padre e sposo, fedele al progetto che Dio aveva su di lui. Pensiamo allora alla nostra vita: guardando al presente, facciamo memoria del nostro cammino con Gesù, di quanto Lui sia stato segno e presenza, e di quanto ci siamo lasciati guidare dalla Sua Parola.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
