Commento al libro dei Maccabei – 1 Mac 12, 1-23 – don Giovanni Nicolini

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Se nella missione diplomatica al Senato di Roma non sembra di cogliere novità rispetto a quello che ascoltavamo in 1Macc.8, diverso e ricco sembra essere il resoconto della missione a Sparta. Le dichiarazioni di alleanza e amicizia (ver.8) da parte degli Ebrei sembrano di notevole rilievo anche per quello che ascoltiamo ai vers.9-11.

Al ver.9 si sottolinea la preziosa particolarità della comunità ebraica che gode del “conforto delle scritture sacre che sono nelle nostre mani”, e forse, penso io, proprio per la guida di tali scritture, dicono: “ ci siamo indotti a questa missione per rinnovare la fratellanza e l’amicizia con voi” (ver.10), dove il termine “fratellanza” si presenta non solo come un termine che dice buoni rapporti, ma, come viene esplicitato al ver.21, definisce una relazione di rilievo straordinario! Infatti, “si è trovato in una scrittura, riguardante gli Spartani e i Giudei, che essi sono fratelli e che discendono dalla stirpe di Abramo”!!

E conclude: “Ora, dal momento che siamo venuti a conoscenza di questo fatto, ci farete cosa gradita, scrivendoci sui vostri sentimenti di amicizia”!! (ver.22). Riporto qui la “nota” della Bibbia di Gerusalemme: “Questa leggenda esisteva già a Sparta quando Giasone si rifugiò dopo il 168 (2Macc.5,9). Lo scritto riguardante gli Spartani e la sua attribuzione ad Areo I proviene forse dalla colonia ebraica di Sparta”.

Dio ti benedica.  E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

1 Mac 12, 1-23

1Giònata, vedendo che le circostanze gli erano propizie, scelse alcuni uomini e li inviò
a Roma per ristabilire e rinnovare l’amicizia con i Romani. 2Anche presso gli Spartani e in
altre località inviò lettere sullo stesso argomento. 3Partirono dunque per Roma,
entrarono nel Senato e dissero: «Giònata, sommo sacerdote, e la nazione dei Giudei ci hanno inviati
a rinnovare l’amicizia e l’alleanza con loro come prima». 4E i Romani diedero loro
delle lettere per le autorità dei vari luoghi, perché favorissero il loro ritorno pacifico in
Giudea.
5Questa è invece la copia della lettera che Giònata scrisse agli Spartani:
6«Giònata, sommo sacerdote, e il consiglio degli anziani della nazione, i sacerdoti e il
resto del popolo dei Giudei, agli Spartani, loro fratelli, salute! 7Già in passato era stata
spedita una lettera a Onia, sommo sacerdote, da parte di Areo, che regnava fra di voi, con l’attestazione
che siete nostri fratelli, come risulta dalla copia annessa. 8Onia aveva accolto con onore
l’inviato e aveva accettato la lettera, nella quale erano dichiarazioni di alleanza e di amicizia.
9Noi dunque, pur non avendone bisogno, avendo a conforto le scritture sacre che sono nelle nostre
mani, 10ci siamo indotti a questa missione per rinnovare la fratellanza e l’amicizia con voi, in
modo da non diventare per voi degli estranei; molti anni infatti sono passati da quando mandaste messaggeri a
noi. 11Noi dunque fedelmente, in tutte le feste e negli altri giorni prescritti, ci ricordiamo di voi
nei sacrifici che offriamo e nelle nostre invocazioni, com’è doveroso e conveniente ricordarsi dei
fratelli. 12Ci rallegriamo della vostra gloria. 13Noi invece siamo stati stretti da tante
oppressioni e molte guerre: ci hanno combattuto i re dei paesi vicini, 14ma non abbiamo voluto
disturbare né voi né gli altri nostri alleati e amici in queste lotte; 15abbiamo infatti
dal Cielo un valido aiuto, per il quale siamo stati liberati dai nostri nemici, mentre essi sono stati umiliati.
16Ora abbiamo designato Numenio, figlio di Antioco, e Antìpatro, figlio di Giasone, e li
abbiamo inviati presso i Romani a rinnovare la precedente amicizia e alleanza con loro. 17Abbiamo
quindi dato loro disposizioni di passare anche da voi, per salutarvi e consegnarvi la nostra lettera, riguardante
la ripresa dei nostri rapporti e la nostra fratellanza. 18Voi dunque farete cosa ottima, comunicandoci
una risposta al riguardo».
19E questa è la copia della lettera che essi avevano inviato a Onia:
20«Areo, re degli Spartani, a Onia, grande sacerdote, salute! 21Si è trovato
in una scrittura, riguardante gli Spartani e i Giudei, che essi sono fratelli e che discendono dalla stirpe di
Abramo. 22Ora, dal momento che siamo venuti a conoscenza di questo fatto, ci farete cosa gradita,
scrivendoci sui vostri sentimenti di amicizia. 23Noi intanto vi rispondiamo: “Il vostro bestiame
e i vostri averi ci appartengono e i nostri appartengono a voi”. Abbiamo quindi ordinato che vi sia
riferito in questo senso».

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