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don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 7 novembre 2026

Possiamo davvero dire di credere in Dio, se continuiamo a tenere aperte tutte le porte pur di non scegliere?

In questi mesi la cronaca ci ha raccontato ancora una volta di persone raggirate da false promesse di guadagni facili. Presunte promesse finanziarie legate a investimenti in oro e criptovalute. Dietro quelle promesse c’era il desiderio di ottenere tutto, e subito.

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Gesù oggi ci mette davanti a una frase scomoda: «Non potete servire Dio e la ricchezza». E forse non sta parlando soltanto di soldi. Sta parlando di quella parte di noi che vorrebbe avere sempre un piano B, una seconda possibilità, un altro padrone a cui affidarsi quando il primo ci chiede qualcosa di difficile.

Anche nella fede, a volte, facciamo così. Pensiamo a quante volte affidiamo a Dio casi, situazioni e persone, ma poi abbiamo già organizzato come intervenire se non lo fa Dio. E magari ci rivolgiamo a un’altra religione che ci fa sentire più coccolati. Finiamo, quindi, per costruirci una specie di “religione IKEA”: prendiamo un pezzo qui, uno là, mescoliamo credenze, spiritualità e convinzioni personali. Montiamo una fede su misura, scegliendo soltanto ciò che ci piace. Un Dio che consola ma non mette in discussione, promette ma non chiede. Vogliamo un Dio che ci accompagni, purché non cambi troppo i nostri programmi.

Il problema è che finiamo per avere due piedi in una scarpa. E non si cammina bene così.

Anticamente, la ricchezza veniva indicata anche con il termine aramaico mammona. Nel Vangelo diventa quasi un padrone alternativo a Dio. Gesù non condanna il denaro in sé, ma il rischio di consegnargli il cuore.

Dio, invece, non ci ha amati a metà. In Cristo ha donato tutto se stesso. E non ci chiede di cercare altri dèi a cui affidare la nostra fede, ma di fidarci di Lui anche quando la sua Parola ci porta fuori dalle nostre comodità.

Paolo, nella prima lettura, ci lascia una testimonianza bellissima: «Tutto posso in colui che mi dà la forza». Non perché può ottenere tutto, ma perché ha imparato a vivere ogni situazione restando radicato in Cristo.

E a te? Chi sta guidando davvero le tue scelte? Non avere paura di scegliere. Diventa finalmente libero.

don Domenico Bruno

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