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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 4 novembre 2026

Vangelo del giorno di Lc 14,25-33

Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.
Dal Vangelo secondo Luca.

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. 
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

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Parola del Signore.

Fonte: Chiesa Cattolica

Non è un piazzista, il Signore e Maestro Gesù. Non un illusionista, un venditore di fumo, un ingannatore, un manipolatore.

Non vende sogni, non promette cose irrealizzabili, non è ambiguo, non cerca la fama, la gloria, l’applauso. È rude, diretto, schietto, vero. Urticante, a volte, se volete, ma onesto, sempre.

Ascolta il commento

Perché chi ama spinge a crescere, ad uscire dalla comfort zone, a fiorire. Leggiamola bene, questa pagina, stampiamola, appendiamo sopra la nostra scrivania, per poterla leggere più e più volte.

Fatti i tuoi calcoli, dice il Signore Gesù, fatti i tuoi conti così come sei attento, giustamente, ai tuoi risparmi, ai tuoi investimenti, così come, prudentemente, non ti lasci abbindolare da facili ed improbabili guadagni.

Calcola se hai davvero i soldi per portare a compimento la costruzione della mega-villa dei tuoi sogni. Calcola con i tuoi strateghi se ti conviene dichiarare guerra a quel tale che ha il doppio di soldati del tuo esercito, non essere idiota.

Ed ecco il calcolo che devi fare: io ti amo. Di un amore eterno, infinito, fecondo, vitale, fedele. Ti amo, perciò ti ho creato e lasciato libero.

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Ti amo più di quanto tu possa mai sentirti amato e amare una persona, un amante, un figlio, un genitore. Quindi, dice il Nazareno, se vuoi seguirmi chiediti sinceramente se vuoi essere amato così tanto.

E amare me e gli altri in risposta, perché questo è quanto di più grande ti potrà mai accedere… Mamma mia! Che razza di presuntuoso è il Signore!

Mai nessun leader politico e religioso dell’umanità è stato così assurdamente presuntuoso ed esigente! Mai! Non venerami come un dio, come hanno fatto gli imperatori e i dittatori, ma amami come io ti amo.

Fino in fondo, fino a dare la mia vita per te, fino a donarla, a spenderla senza misura. E se vuoi essere mio discepolo, lasciati fare e imparerai a fare lo stesso, ad amare senza misura, ad amare con l’amore con cui ti sei scoperto amato.

Ecco, tutto è chiaro. Fatti due conti.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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