In questo passo del Vangelo Gesù c’invita all’umiltà, cogliendo l’occasione di un banchetto a cui era stato invitato per esser messo alla prova dai capi. Giunto a tavola, Gesù vede tutti cercare di scegliere i primi posti, e fa notare che è un atteggiamento sbagliato, perché si rischia di fare brutta figura se quei posti sono già riservati; invita invece a farsi ultimi così, nel caso, sarà il padrone a farli avanzare.
Nei banchetti importanti, in particolar modo quelli del sabato, i tavoli erano disposti a ferro di cavallo circondati da tre divani-letto; nel lectus medius sedeva l’ospite principale per cui i posti vicini erano i primi posti citati da Gesù e spettava al padrone di casa stabilire la gerarchia.
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Guadagnare un posto importante aumentava l’onore di tutta la famiglia ma se il padrone doveva declassare un ospite lo faceva pubblicamente, infliggendo così una grave vergogna sociale.
Quindi Gesù non solo dà un consiglio saggio, ma più in generale vuole sottolineare l’importanza di farsi umili in ogni situazione quotidiana. Un’umiltà che non dev’essere falsa modestia per attrarre attenzione, ma l’essere consapevoli della propria piccolezza di fronte alla grandezza del tutto. Siamo tutto e non siamo niente, solo così saremo in grado di metterci facilmente in discussione ed avere una mente aperta al cambiamento e all’incontro con l’altro.
Per Riflettere
Quando Gesù riprende i farisei per la scelta dei primi posti non sta solo dando un buon consiglio di educazione. Sta criticando il sistema religioso che usava la vicinanza a Dio (o ai potenti) come strumento di autoesaltazione e separazione dagli altri. Scegliendo l’ultimo posto Gesù invita a scardinare questa competizione, proponendo una comunità basata sul servizio e non sul potere.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
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