IL “SEGNO” DELLA MANNA
Manna: mai nome è stato più aderente al suo significato etimologico: in ebraico vuol dire “Che cos’è?”. Gli Ebrei erranti nel deserto del Sinai la consideravano il cibo donato loro da Dio, ma non riuscivano a comprenderne la natura.
In Esodo è descritta come “cosa minuta e granulosa, minuta come è la brina sulla terra” (Es 16,14). Gli Ebrei la trovavano ogni mattina sul suolo, e se ne nutrivano.
Ma era loro difficile comprendere che cosa fosse questo cibo.
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Si doveva trattare di una sostanza prodotta da un arbusto che cresceva nel deserto del Sinai, la Tamerix Mannifera: dalla sua corteccia incisa si coagulava una linfa dal forte potere nutritivo. A ogni Ebreo era lecito accogliere circa due litri di manna al giorno, e doppia razione il giorno precedente il sabato.
Nella Bibbia la manna è presentata come simbolo ricco di significati. Nell’Antico Testamento è detta pane degli angeli, pane del cielo, ed era simbolo dell’amore di Dio che ha cura del suo popolo e lo nutre.
Gesù nel “discorso eucaristico” (capo 6 di Giovanni) chiama la manna pane di vita, e applica questo simbolo a sé: il Verbo incarnato è il pane disceso dal cielo per saziare la fame del cuore dell’uomo.
