Vangelo del giorno – mercoledì 27 Giugno 2018 – Robert Cheaib

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I vangeli di questi giorni sono una scuola di discernimento relazionale e spirituale. Se il passo di ieri ci ha dato una lezione riguardo alle persone a cui rivolgere l’annuncio e, in generale, a cui consegnare ciò che è prezioso per noi, il passo di oggi ci insegna a chi prestare ascolto.

Non sono le belle parole bensì i frutti a contraddistinguere le persone spirituali. E quando una persona parla dall’abbondanza del cuore, attingendo allo scrigno del vissuto, qualcosa di più – di molto di più – passa. È lì la differenza tra i discorsi che incantano e gli incontri che convertono. Tante campane del sacro suonano a vuoto, dicendo quello che chi li ascolta vorrebbe sentire per essere confermato nel suo egoismo.

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Solo i profeti annunciano un vangelo scomodo che smonta i nostri egoismi e ci spinge a elevarci oltre il comodo cristianesimo da salotto verso una sequela che porta frutto dal fecondo innesto nell’albero della croce di Gesù.

Robert Cheaib (Fonte)

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Mt 7, 15-20
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete.
Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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