Padre Fernando Armellini, biblista Dehoniano, commenta il Vangelo di domenica 24 Giugno 2018.
Nascita di s. Giovanni Battista
Si รจ dovuto aspettare il V secolo per veder sorgere e svilupparsi, a partire da Gerusalemme, il culto della Madonna. Giร nel IV secolo invece โ dunque un secolo prima โ il culto di Giovanni Battista era cosรฌ diffuso da potersi ritenere universale.
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Il popolo ha tributato a questo santo una venerazione straordinaria. ร il piรน raffigurato nellโarte di tutti i secoli; non cโรจ pala dโaltare, non cโรจ gruppo di santi in cui non compaia, rivestito con la caratteristica pelle di cammello, la cintura attorno ai fianchi e con in mano un bastone che termina a forma di croce.
Sono innumerevoli le diocesi di cui รจ patrono, i santuari e le chiese che gli sono dedicati, a cominciare dalla โmadre di tutte le chieseโ, S. Giovanni in Laterano, fondata da Costantino. Giovanni โ tradotto in tutte le lingue โ รจ il nome piรน comune al mondo; รจ stato dato anche molte a cittร e paesi (128 in Italia, 213 in Francia).
Il Battista รจ amato anche dai musulmani che gli hanno intitolato la celebre moschea omaiade di Damasco, simbolo del dialogo interreligioso.
Come si spiega questa simpatia?
Il Battista non รจ rinomato come facitore di miracoli โ รจ questa, in genere, prerogativa che rende popolari i santi โ; chi vuole ottenere grazie non ricorre a lui, ma a piรน validi intercessori. Sono dunque altre le ragioni di tanta devozione.
Il primo motivo รจ certamente lโelogio che di lui ha fatto Gesรน: โChe cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re! E allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sรฌ, vi dico, anzi, piรน di un profeta. Vi assicuro: tra i nati di donna non รจ sorto uno piรน grande di Giovanni il Battistaโ (Mt 11,7-11).
Poi, nella gente semplice hanno suscitato ammirazione la sua austeritร di vita e il suo coraggio di non piegare il capo di fronte ai potenti: a costo della vita, ha difeso la veritร e la giustizia.
Va detto infine che furono soprattutto i monaci che resero popolare la sua figura.
A partire dallโinizio del IV secolo, essi popolarono il deserto di Giuda dove il Battista aveva trascorso la sua vita. Lo consideravano uno di loro, un modello di vita ascetica, per questo ne diffusero il culto.
La scelta del giorno della sua festa โ celebrata, fin dal tempo di s. Agostino, il 24 giugno โ รจ legata al solstizio dโestate, al giorno in cui il sole, giunto al suo zenit, comincia a calare lungo lโorizzonte. Ai credenti il ridursi della luce solare ha richiamato la disponibilitร del Battista a scomparire, a cedere il posto a chi era piรน grande di lui. Dopo aver riconosciuto in Gesรน lโatteso messia, egli ha confidato ai suoi discepoli: โOra la mia gioia รจ completa. Egli deve crescere e io invece diminuireโ (Gv 3, 29-30).
Per interiorizzare il messaggio, oggi ripeteremo:
Grande รจ colui che sa farsi da parte dopo aver svolto la sua missione.
Prima lettura (Is 49,1-6)
Ascoltatemi, o isole,
udite attentamente, nazioni lontane;
il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
fino dal grembo di mia madre ha pronunziato il mio nome.
2 Ha reso la mia bocca come spada affilata,
mi ha nascosto allโombra della sua mano,
mi ha reso freccia appuntita,
mi ha riposto nella sua faretra.
3 Mi ha detto: โMio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterรฒ la mia gloriaโ.
4 Io ho risposto: โInvano ho faticato,
per nulla e invano ho consumato le mie forze.
Ma, certo, il mio diritto รจ presso il Signore,
la mia ricompensa presso il mio Dioโ.
5 Ora disse il Signore
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele,
โ poichรฉ ero stato stimato dal Signore
e Dio era stato la mia forza โ
6 mi disse: โร troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribรน di Giacobbe
e ricondurre i superstiti di Israele.
Ma io ti renderรฒ luce delle nazioni
perchรฉ porti la mia salvezza
fino allโestremitร della terraโ.
โServo del Signoreโ รจ il titolo di sommo onore che lโAntico Testamento riserva ad alcune figure eminenti della storia dโIsraele, a Mosรจ, a Samuele, a Davide, ai profeti, a quegli uomini di Dio che hanno messo la loro vita a completa disposizione del Signore.
Nella seconda parte del libro di Isaia viene introdotto un personaggio misterioso, anonimo, al quale i biblisti hanno dato il nome di Servo del Signore perchรฉ, quando Dio parla di lui o gli rivolge la parola, lo chiama mio servo, lo considera il Servo per eccellenza, lโuomo che piรน di ogni altro gli รจ fedele.
Il brano di oggi si apre con il monologo di questo โServoโ che esordisce in modo solenne, si rivolge a una platea immensa, alle isole del Mediterraneo: โAscoltatemi, o isole, udite attentamente, nazioni lontaneโ (v. 1). Dirige il suo messaggio a tutti i popoli che abitano le terre che si affacciano sul โgrande Mareโ.
Lโopera cui sta per dare inizio non ha origine da una sua pensata, รจ la risposta alla vocazione che ha ricevuto dallโAlto (v. 1).
Comโera accaduto a Geremia (Ger 1,5) โ e come nel Nuovo Testamento capiterร al Battista (Lc 1,15) e a Paolo (Gal 1,15) โ Dio lo ha scelto fin dal grembo materno e gli ha spiegato che, nello svolgimento della sua missione, non avrร a disposizione altra arma e non potrร contare su altra forza allโinfuori della parola (v. 2).
Nulla รจ piรน debole della parola โ vibrazione inconsistente, suono che scompare senza lasciare nellโaria alcuna traccia โ ma il Signore gli ha promesso di renderla efficace come spada affilata che colpisce chi รจ vicino e come una freccia appuntita che non lascia scampo nemmeno a chi si ritiene invulnerabile perchรฉ lontano.
Non ha iniziato subito a svolgere il compito affidatogli, cโรจ stato un periodo di attesa, un tempo in cui il Signore lo ha preparato tenendolo nascosto, come unโarma nella sua faretra, come pugnale nella sua mano.
Ci chiediamo: chi รจ questo โservoโ?
Il v. 3 sembra identificarlo con un popolo, con Israele che โ quando fu pronunciato lโoracolo โ si trovava in terra straniera, a Babilonia, convinto ormai che la missione che il Signore gli aveva affidato si fosse conclusa con un fallimento.
Come il popolo, anche il โServoโ confessa la propria delusione: โInvano ho faticatoโ. Apparentemente almeno, tutti i miei sforzi sono stati vani (v. 4).
Dopo un rapido richiamo alla vocazione โdal seno maternoโ, entra in scena il Signore che si rivolge al suo โServoโ โ che qui รจ chiaramente inteso come persona singola โ e, invece di invitarlo a rassegnarsi per il precedente insuccesso, gli rinnova lโincarico di โriunire Israeleโ, cioรจ, di ricondurre a lui i regni divisi del nord e del sud. Poi gli assegna un nuovo compito, immensamente piรน impegnativo: โIo ti renderรฒ luce delle nazioni, perchรฉ porti la mia salvezza fino allโestremitร della terraโ (vv. 5-6).
Come si puรฒ affidare unโimpresa cosรฌ straordinaria a uno che non รจ riuscito nel precedente tentativo di โriunire Israeleโ?
Eppure โ dice il profeta โ รจ proprio attraverso di lui che il Signore โmanifesterร la sua gloriaโ (v. 3).
Non sapremo mai a chi pensava il profeta quando pronunciรฒ questo vaticinio. Ma oggi noi siamo in grado di identificare colui che ha realizzato la profezia: รจ Gesรน di Nazaret.
ร lui il โServoโ che, per piรน di trentโanni, nel nascondimento, si รจ preparato alla sua missione, che per tre anni ha cercato invano di โriunire Israeleโ, โcome una gallina raccoglie i pulcini sotto le aliโ (Mt 23,37) e che ha concluso i suoi giorni su una croce, come uno schiavo, schiacciato dai poteri di questo mondo.
La sua storia sembrava conclusa per sempre quando, allโingresso del suo sepolcro, รจ stata fatta rotolare una enorme, inamovibile pietra. Invece, da quella tomba Dio ha fatto uscire la vita, la luce e la salvezza che raggiungeranno tutte le nazioni, โfino alle estremitร della terraโ.
Come il โServo del Signoreโ, anche il Battista รจ stato scelto fin dal grembo di sua madre ed รจ stato riempito della forza di Dio (Lc 1,15). Aveva una missione importante da svolgere: preparare la strada al Servo che doveva essere la luce delle genti.
Come lui, ogni uomo ha, fin dal seno materno, una vocazione, unโidentitร da realizzare: quella che dallโeternitร รจ nel cuore di Dio. Chi la accoglie si inserisce nei suoi disegni, diviene suo servo; chi si inventa altri progetti si colloca ai margini della storia: della sua opera non rimarrร nulla nel mondo nuovo che il Signore sta realizzando.
Essere devoti del Battista significa interiorizzare la sua fedeltร , imitare il suo coraggio e la sua umiltร nel realizzare lโopera che gli รจ stata affidata.
Seconda lettura (At 13,22-26)
22 Dopo aver rimosso Saul dal regno, Dio suscitรฒ per loro come re Davide, al quale rese questa testimonianza: Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirร tutti i miei voleri.
23 Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio trasse per Israele un salvatore, Gesรน.
24 Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di penitenza a tutto il popolo dโIsraele.
25 Diceva Giovanni sul finire della sua missione: Io non sono ciรฒ che voi pensate che io sia! Ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di sciogliere i sandali.
26 Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi รจ stata mandata questa parola di salvezza.
Siamo ad Antiochia di Pisidia, nellโAsia Minore, durante il primo viaggio missionario. In giorno di sabato, Paolo โ che รจ andato alla sinagoga per partecipare alla liturgia della Parola โ dopo le letture รจ inviato a parlare. Si alza, fa un cenno con la mano e pronuncia un lungo discorso.
Comincia presentando le opere compiute dal Signore in favore del suo popolo: la liberazione dallโEgitto, i quarantโanni nel deserto, la conquista della Terra promessa, la scelta del primo re, Saul.
A questo punto inizia la nostra lettura.
Saul fu infedele (e forse Paolo lo ammette a malincuore, perchรฉ questo re apparteneva alla sua stessa tribรน โ la tribรน di Beniamino โ e anche perchรฉ ne aveva ereditato il nome) ed allora Dio scelse Davide, il sovrano ideale, il fedele esecutore della sua volontร , la figura del Messia. Dalla sua discendenza Dio, secondo la promessa, ha tratto per Israele il salvatore, Gesรน.
Qui Paolo introduce la figura del Battista โ del quale parla abbastanza diffusamente โ perchรฉ egli รจ lโultimo dei profeti, si trova alla fine dellโepoca dellโattesa e segna lโinizio del compimento delle promesse (vv. 24-25).
Della sua opera di precursore vengono richiamati alcuni momenti essenziali.
Anzitutto la predicazione di un battesimo di conversione. A โtutto il popolo dโIsraeleโ egli ha rivolto lโinvito a cambiare modo di pensare e di agire per essere coinvolti nella salvezza che il Messia stava per recare.
Poi la sua decisione nel dissipare ogni equivoco sulla sua persona: โIo non sono ciรฒ che voi pensate che io siaโ.
Infine la testimonianza in favore di chi รจ piรน grande di lui.
Ha qualcosa da insegnare a noi oggi la figura di questo โservo fedeleโ che ha stupito anche Paolo?
La risposta la troviamo nellโultimo versetto della lettura: Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi รจ stata mandata questa parola di salvezza (v. 26).
ร โsul finire della sua missioneโ โ dichiara Paolo (v. 25) โ che il Battista รจ arrivato a cogliere il senso del compito che era chiamato a svolgere. Il cammino di conversione che ha proposto agli altri lo ha dovuto percorrere lui per primo.
Anchโegli โ come tutti โ รจ stato prima colto da dubbi, ha avuto perplessitร , รจ rimasto sconcertato dal messaggio innovatore e dal comportamento inatteso del giovane Maestro di Nazaret. Un giorno gli ha persino inviato alcuni suoi discepoli per chiedergli: โSei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?โ (Lc 7,19).
Poi ha capito, ha cambiato i propri criteri di giudizio e lo ha riconosciuto come il Messia di Dio, come colui al quale non era degno di sciogliere i sandali.
Chiunque voglia riconoscere il vero Messia di Dio รจ chiamato a intraprendere il cammino di conversione che il Battista ha percorso.
Vangelo (Lc 1,57-66.80)
57 Per Elisabetta intanto si compรฌ il tempo del parto e diede alla luce un figlio. 58 I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei.
59 Allโottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria. 60 Ma sua madre intervenne: โNo, si chiamerร Giovanniโ. 61 Le dissero: โNon cโรจ nessuno della tua parentela che si chiami con questo nomeโ. 62 Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. 63 Egli chiese una tavoletta, e scrisse: โGiovanni รจ il suo nomeโ. Tutti furono meravigliati. 64 In quel medesimo istante gli si aprรฌ la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. 65 Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. 66 Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: โChe sarร mai questo bambino?โ si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui.
80 Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.
Quante promesse hanno fatto i profeti!
Nei momenti difficili della storia dโIsraele, quando il popolo era oppresso, deluso e scoraggiato, qualcuno di loro, in nome di Dio, pronunciava sempre parole di consolazione e di speranza, annunciava imminente la liberazione, prometteva unโera nuova.
I loro vaticini, custoditi devotamente nei Libri santi, erano letti e meditati soprattutto quando gli eventi della storia ponevano a dura prova la fede, quando poteva insinuarsi il dubbio che il Signore si fosse dimenticato delle sue promesse.
Israele ha continuato a โricordareโ e ad attendere. โRicordavaโ per avere la forza di persistere nella fede, per continuare a credere nella fedeltร del suo Dio.
Il Vangelo di oggi presenta lโevento che ha segnato lโaurora del nuovo giorno, il passaggio fra il tempo del โricordoโ delle promesse e il tempo della loro realizzazione.
Nella prima parte (vv. 57-58) รจ narrata la nascita del Battista.
Chiunque contempli lo sbocciare di una nuova vita rimane affascinato dalle meravigliose leggi della natura che presiedono alla nascita di un bimbo. Credente e non credente condividono questo stupore, ma il credente non si limita a godere di questo incanto, va oltre e si interroga sul senso di ogni nascita, si chiede quale Mente sublime abbia programmato questo evento e quali sogni coltivi su ogni creatura.
Luca รจ un credente, scrive cinquantโanni dopo i fatti ed รจ in grado di valutare, alla luce dello Spirito, il ruolo che la figura del Battista ha avuto nella storia della salvezza.
Ricorda la sua nascita e la interpreta come un atto di โmisericordiaโ del Signore nei confronti di Elisabetta.
Cosa significa โmisericordiaโ e chi erano i destinatari della grazia concessa da Dio a Elisabetta? Solo una coppia di sposi amareggiati?
Con il termine โmisericordiaโ la Bibbia non intende la compassione di Dio per persone indegne e spregevoli, ma indica le sue attenzioni, il suo tenero amore per chiunque abbia bisogno del suo aiuto.
Nel grembo infecondo di Elisabetta lโevangelista vede raffigurata la sterilitร dโIsraele e la condizione di morte in cui giace lโintera umanitร . Situazioni disperate da cui, senza un intervento dallโalto, non รจ possibile che germogli la vita.
I profeti hanno previsto questo intervento fecondante di Dio e hanno invitato a gioire: โEsulta, o sterile che non hai partorito, prorompi in grida di giubilo e di gioiaโ (Is 54,1).
Nella nascita del Battista, Luca scorge lโinizio della realizzazione di questa profezia e, fin dalla prima pagina del suo vangelo, introduce il tema della gioia.
Sulla bocca dellโangelo pone la promessa a Zaccaria: โAvrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascitaโ (Lc 1,14) e ricorda la gioia che ha coinvolto genitori, parenti, vicini e gli abitanti della regione montuosa della Giudea al momento del parto di Elisabetta.
Quando Dio entra nella storia dellโuomo porta sempre vita e gioia.
La parte centrale della lettura (vv.ย 59-66) sviluppa il tema del nome del bambino: โAllโottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccariaโ.
Sorprende che Luca voglia far coincidere il momento della circoncisione con lโimposizione del nome. Sottolineerร questa pratica anche per Gesรน (Lc 2,21). Eppure non risulta che fosse questo lโuso in Israele dove il nome veniva dato al momento della nascita, non otto giorni dopo (Gn 4,1; 21,3; 25,25-26).
Stupisce anche il fatto che parenti e vicini vogliano chiamare il bambino con il nome di suo padre, Zaccaria. La tradizione era di dare il nome del nonno, non del padre.
Pare quindi che Luca, piรน che riferire un fatto โ in sรฉ alquanto marginale โ sia interessato a rilevare che, per il Battista, il nome โZaccariaโ non รจ adatto.
Cominciamo a cogliere il motivo per cui lโevangelista accosta circoncisione e imposizione del nome.
ย La circoncisione รจ il segno dellโappartenenza al popolo dellโalleanza. Con questo rito si entra a far parte di Israele e si diviene eredi delle promesse che Dio ha fatto ad Abramo e alla sua discendenza. Allโottavo giorno, dunque, il Battista diviene un israelita, come suo padre.
ร a questo punto che acquista importanza il nome che riceve perchรฉ, presso i popoli dellโantichitร , il nome indicava la persona, la sua condizione, le sue qualitร , il suo destino.
โZaccariaโ significa โDio si รจ ricordatoโ o โDio ricordaโ le sue promesse.
ร il simbolo di Israele che lungo i secoli ha continuato a trasmettere di padre in figlio โil ricordoโ delle profezie, senza mai vederne lโattuazione.
Ora diviene chiara la ragione per cui il Battista non puรฒ essere chiamato โZaccariaโ. Nel momento in cui diviene membro del popolo dโIsraele non dร semplicemente continuitร alla stirpe e alla tradizione di suo padre โ come pensano parenti e vicini che non hanno avuto la rivelazione del cielo โ ma segna lโinizio della nuova epoca.
ร finito il tempo del ricordo delle promesse; per lโumanitร รจ spuntato il nuovo giorno in cui le profezie si compiono.
A Zaccaria lโangelo ha indicato il nome voluto da Dio, โGiovanniโ (Lc 1,13) che significa โIl Signore ha fatto grazia, ha manifestato la sua bontร , la sua benevolenzaโ.
Nel tempio Zaccaria era rimasto muto. Allโuscita dal santuario dove aveva ricevuto lโannuncio della nascita di un figlio, era incapace di pronunciare la benedizione. Ora gli si aprono le labbra e le parole che pronuncia non riguardano il bambino, ma il Signore. Sono parole di benedizione, canta le meraviglie di cui รจ testimone: โIl Signore ha visitato e redento il suo popoloโฆ come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti di un tempoโ (Lc 1,68.70).
Zaccaria rappresenta Israele che, dopo tanti secoli passati a โricordareโ, ora รจ testimone della fedeltร di Dio: vede spuntare โdallโalto un sole che sorge, per rischiarare quelli che giacciono nelle tenebre e nellโombra di morte e dirigere i nostri passi sulla via della paceโ (Lc 1,78-79). Ora riconosce i suoi benefici e proclama a tutti i popoli le meraviglie del suo amore.
Nellโultimo versetto (v. 80) รจ riassunta lโinfanzia di Giovanni.
A ogni israelita il deserto richiama un tempo decisivo della sua storia e risveglia emozioni e sentimenti legati al cammino dalla schiavitรน alla libertร . ร il luogo dove i suoi padri hanno fatto lโesperienza della protezione di Dio, dove non sono vissuti di solo pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Il Battista passa la sua adolescenza e la sua giovinezza nel deserto. Si prepara alla sua missione assimilando le ricchezze spirituali che il suo popolo ha accumulato attraverso lโesperienza del deserto.
Nel suo vangelo Luca riprenderร a parlare di lui dopo che avrร raccontato la nascita di Gesรน: โNellโanno decimoquinto dellโimpero di Tiberio Cesareโฆ la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel desertoโ (Lc 3,1).
Eccolo di nuovo Giovanni, pronto a svolgere la sua missione.
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[accordion title=”Chi รจ Fernando Armellini” load=”hide”]Ha conseguito la licenza in Teologia presso la Pontificia Universitร Urbaniana e in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma.
Ha perfezionato gli studi di storia, archeologia biblica e lingua ebraica presso lโUniversitร di Gerusalemme.
Per alcuni anni รจ stato missionario in Mozambico.
Attualmente insegna sacra Scrittura, รจ accreditato conferenziere in Italia e allโestero ed รจ autore di commenti alle Sacre Scritture.[/accordion]
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