Commento al Vangelo del 5 febbraio 2018 – Monastero di Bose

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La terra, che ha appena ospitato cinquemila persone, pecore senza pastore affamate di speranza, รจ fatta di campi, villaggi e cittร  pronte ad accogliere lโ€™intera umanitร  malata. In ogni luogo, opera lโ€™azione di Dio in favore del suo popolo.

Il giorno รจ tempo per incontrare gli altri: cosรฌ si manifesta la forza della predicazione e del servizio secondo il vangelo. La notte รจ tempo per riposare, per ritemprarsi, abbandonarsi a Dio e cercare il suo volto: Gesรน si ritira sul monte, solo, a pregare. Spesso รจ il tempo in cui si liberano le nostre paure e si rivela piรน forte la fatica della fede: la barca dei discepoli viaggia incerta e instabile sullโ€™acqua sconvolta dai venti.

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I discepoli, dopo il faticoso servizio alle folle, salgono sulla barca e costituiscono il loro nucleo fraterno. Sono chiamati a rinsaldarsi come gruppo, senza la presenza fisica del loro maestro. Lโ€™assenza di Gesรน รจ lโ€™occasione per rafforzare la propria fede, per aumentare il desiderio dellโ€™attesa di chi si ha la certezza che verrร . Come quei primi discepoli, che lottano contro i venti contrari, anche noi, nelle nostre realtร  comunitarie, siamo a volte disorientati e vinti dalla paura.

Ma il Signore non ci abbandona. Dallโ€™alto del monte Gesรน vede la comunitร  in pericolo. รˆ lo stesso sguardo compassionevole di Dio che si affaccia dai cieli e guarda la sofferenza dellโ€™umanitร  intera.

Il Figlio Gesรน รจ la risposta dellโ€™amore di Dio Padre allโ€™uomo che prega incessantemente: abbassa i cieli e discendi Signore, vieni in nostro aiuto!

รˆ sul far del giorno, tra le tre e le sei del mattino, che Gesรน viene in aiuto ai discepoli, camminando sulle acque.

Siamo in presenza di una teofania. Gesรน, il sole che sorge, manifesta la sua identitร  di Figlio di Dio e placa lโ€™agitarsi dei venti con la forza della sua parola. Se gli elementi della natura subito obbediscono, non รจ cosรฌ per i discepoli. Essi credono di vedere un fantasma e, anche dopo essere stati salvati, perseverano nellโ€™incomprensione. Ciascuno, di loro e di noi, รจ chiamato a una libera e personalissima adesione di fede.

Qui รจ riassunta la lotta che abita il profondo di ogni essere umano. Siamo cosรฌ sconvolti dalla realtร , sopraffatti dalla presenza del male che non avremmo mai pensato di vedere, che ci dimentichiamo di essere giร  stati liberati. Sforziamoci, allora, di ricordare le infinite volte in cui siamo stati spettatori della potenza salvifica e della bontร  di Dio, nella nostra vita (i discepoli hanno appena assistito alla moltiplicazione dei pani!).

Quel Gesรน che vuole oltrepassare la barca, ci ha preceduto e ha assunto la debolezza dellโ€™uomo fino in fondo, fino alla morte, per consegnarci la certezza della resurrezione. La vita che ha vinto la morte opera giร  oggi in noi, tra di noi. Abbiamo solo bisogno di credere che non siamo soli: โ€œCoraggio โ€ฆ non siate spaventati!โ€.

Facciamo nostre le parole di santโ€™Agostino:

โ€œSignore mio Dio, unica mia speranza,
faโ€™ che stanco non smetta di cercarti,
ma cerchi il tuo volto sempre con ardore.
Dammi la forza di cercare,
tu che ti sei fatto incontrare
e mi hai dato la speranza di sempre piรน incontrarti.
Davanti a te sta la mia forza e la mia debolezza:
conserva quella, guarisci questaโ€.

sorella Lara della comunitร  monastica di Bose

Mc 6, 53-56
Dal Vangelo secondoย Marco

In quel tempo, Gesรน e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennรจsaret e approdarono.
Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse.
E lร  dove giungeva, in villaggi o cittร  o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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