
Nato come il giorno del riposo (gli schiavi non riposano mai!), giorno che ricorda all’ebreo e all’uomo che è fatto per la festa, che lo riporta all’origine, che ne esalta l’immensa dignità, il riposo sabbatico era diventato, attraverso una fitta rete di casistiche esasperanti, una vera e propria trappola per chi voleva vivere una vita normale.
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Gesù contrappone l’interpretazione rigida del riposo sabbatico allo sguardo amorevole della guarigione dell’idropico. La legge, come capirà a proprie spese lo zelantissimo san Paolo, rischia di diventare inumana se non è a servizio dell’uomo, così come Dio l’ha voluta. Perciò Gesù supera la legge, non per fare l’anarchico, ma per riportarla alla sua origine: la legge è donata all’uomo perché esso recuperi dignità e vita. I farisei, paradossalmente, pensano che l’osservanza faccia piacere a Dio e “meriti” una salvezza che, invece, è donata gratuitamente!
Paolo Curtaz – qui il commento nel suo blog
Lc 14, 1-6
Dal Vangelo secondo Luca
Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa.
Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
