
Tutto sembra perduto. Perciò Gesù decide in cuor suo di salire a Gerusalemme: nella città santa si deciderà il suo destino, perciò decide di giocare tutte le sue carte. In quel gesto già si staglia la croce, somma manifestazione della volontà di Cristo di svelare il vero volto di Dio. Quanto stride, in questo contesto l’arrabbiatura di Giacomo e Giovanni: rifiutati dai samaritani, storici avversari degli ebrei, vogliono scatenare una scenografica pioggia di fuoco modello “Faraone” per punire questi reprobi.
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Sciocchi e tardi di cuore nel credere! Il Signore è deciso ma mai violento, motivato e determinato ma mai impositivo. Così dobbiamo essere noi discepoli in questi fragili tempi: decisi del testimoniare il Cristo ma sempre con mitezza.
Paolo Curtaz – qui il commento nel suo blog
Dal Vangelo secondo Luca
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
