Commento alle letture di domenica 24 settembre 2017 – don Enzo Pacini

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Il commento alle letture di domenica 24 settembre 2017 a cura di don Enzo Pacini cappellano del carcere ยซLa Dogaiaยป di Prato.

I primi, gli ultimi e lโ€™ยซingiustiziaยป di Dio

don Enzo Pacini

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La liturgia di oggi ci presenta uno di quei brani che impattano sempre sui quadri mentali che, in modo piรน o meno marcato, ci portiamo dentro.

Si tratta del brano dei lavoratori della vigna (Mt 20, 1-16) che fino allโ€™ultima ora vengono invitati a mettersi allโ€™opera e pagati tutti a salario intero, cosa che provoca il risentimento dei primi. Questo mette in luce molto chiaramente quella che potremmo definire come ยซingiustizia di Dioยป, affermazione apparentemente blasfema ma che comunque emerge come problema anche in altre pagine della Bibbia e che provoca un contenzioso fra Dio e lโ€™uomo: ยซNon รจ retto il modo di agire del Signoreยป (Ez 18,25).

รˆ vero che il sospetto sullโ€™ingiustizia di Dio emerge principalmente in vicende drammatiche, il dolore degli innocenti, il trionfo degli empi: lโ€™intero libro di Giobbe รจ consacrato a questo tema, come pure molti salmi, dove si cerca comunque di confrontarsi con questi veri e propri ยซcrepacciยป nel progetto di Dio, che possono essere imputati a forze maligne (ยซla morte รจ entrata nel mondo per invidia del diavoloยป- Sap 2,24), al peccato dellโ€™uomo (cf. Sof 1,17), o alla sua incapacitร  di comprendere fino in fondo un mistero che lo travalica (cf. Gb 42,3). Eโ€™ piuttosto lโ€™ingiustizia di Dio nel bene, espressione dalla sovrabbondanza della sua misericordia, che รจ totalmente inaccettabile. Il figlio maggiore non capisce (e forse non lo capirร  mai) perchรฉ il padre accoglie di nuovo il figlio prodigo (cf. Lc 15,28), cosรฌ come Giuda non capisce lo spreco dellโ€™olio nellโ€™unzione di Betania (cf. Gv 12,5). Anche Isaia nella prima lettura di oggi (Is 55,6-9), parla di un pensiero di Dio che sovrasta i pensieri dellโ€™uomo, principalmente nellโ€™ambito dellโ€™esercizio della sua misericordia, sottolineandone la distanza. Riguardo al Vangelo potremmo domandarci cosa cambierebbe per i primi operai se il padrone avesse pagato agli ultimi solo il salario effettivamente lavorato.

Avrebbero lavorato lo stesso tutto il giorno, sopportato il caldo e ottenuto quello che spettava loro, mentre gli ultimi sarebbero tornati a casa forse con nemmeno i soldi per pagarsi la cena. Ma tutto sarebbe giusto. Il principio sarebbe salvo. Ma quale principio? Uno dormirebbe piรน tranquillo sapendo che qualcuno va a letto con la fame, con la benedizione di una contabilitร  rigorosa? Se davvero รจ cosรฌ di quale umanitร  stiamo parlando? Certo cโ€™รจ chi non รจ in regola, non ha le carte a posto, non ha i permessi giusti… e allora che crepi tranquillamente, la regola รจ salva. Cโ€™รจ, per lโ€™appunto, un profluvio di regole nella nostra societร , spesso fini a se stesse, oggetto degli sforzi educativi in ambito scolastico e sociale (ยปeducare al rispetto delle regoleยป) con le quali si cerca forse di rimediare alla perdita di controllo, alla frammentazione sociale che sembra una cifra del nostro tempo.

Eppure le regole da sole non bastano, quando manca uno scopo, un progetto, una finalitร . Quella di Dio รจ la vita dellโ€™uomo, di ogni uomo. Il celebre detto di Ireneo: ยซla gloria di Dio รจ lโ€™uomo viventeยป, riassume questa visuale. Dio non รจ glorificato dal buon funzionamento della macchina del cosmo, ma dalla vita di quella persona concreta, io, tu, lโ€™altro; questo ribaltamento Gesรน lo esprime chiaramente nella disputa sul sabato (cf. Mc 2,27), che รจ fatto per lโ€™uomo e non viceversa. รˆ una sovversione che possiede tuttora una forza dirompente, che fa impallidire i patetici tentativi dellโ€™uomo di dare una patente di plausibilitร  allโ€™egoismo elevato a sistema.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 24 settembre 2017 anche qui.

XXV Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Mt 20, 1-16
Dal Vangelo secondoย  Matteo

In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli questa parabola:
ยซIl regno dei cieli รจ simile a un padrone di casa che uscรฌ all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordรฒ con loro per un denaro al giorno e li mandรฒ nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che รจ giusto ve lo darรฒ”. Ed essi andarono. Uscรฌ di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lรฌ e disse loro: “Perchรฉ ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perchรฉ nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di piรน. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, perรฒ, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perchรฉ io sono buono?”. Cosรฌ gli ultimi saranno primi e i primi, ultimiยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 24 – 30 Settembre 2017
  • Tempo Ordinario XXV
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A
  • Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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