Paolo Curtaz commenta il vangelo della 26ma domenica del tempo ordinario, anno di Marco, dal sito www.tiraccontolaparola.it
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27 settembre 2009
XXVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)
Num 11,25-29 / Sal 18 / Giac 5,1-6 / Mc 9,38-43.45.47-48
La logica del Regno
โFra voi non sia cosรฌโ: domenica scorsa il Maestro ci ricordava come tra i fratelli cristiani le relazioni, i rapporti sono diversi dalla logica del mondo. Se รจ normale al lavoro, nello sport, in politica ambire a successi, primeggiare, anche a scapito degli altri, questa violenza che nasce dentro โ come direbbe san Giacomo โ รจ bandita tra i fratelli cristiani. ร normale ambire a successi e gratificazioni, anche a scapito degli altri. ร evangelico decidere di mettere la relazione fra le persone prima di ogni cosa. ร normale che anche nella Chiesa si difendano piccoli privilegi. ร evangelico scegliere di servire i fratelli con veritร a umiltร . ร normale fuggire la sofferenza e la croce. ร evangelico vedere come, a volte, la sofferenza diventa strumento inevitabile per testimoniare la misura dellโamore.
Diversi
โNon รจ dei nostriโ: quante volte lโho sentito dire nei paesi, tra i tifosi, in ambito politico, riguardo alla spinosa questione dellโimmigrazioneโฆ e, ahimรฉ, quante volte lโho sentito dire anche tra le comunitร dei discepoli del Signore Gesรน. Ho anche visto quanta sofferenza provoca il rimarcare le differenze sociali o il non voler superare le proprie abitudini, ho visto mogli di tradizioni diverse venire poco accettate dai nuovi famigliari, amici stranieri guardati con sospetto, vicini di casa ignorati perchรฉ legati a idee politiche distanti dalla mia. โNon รจ dei nostriโ: abbiamo bisogno di connotarci, di distinguerci, di essere in qualche modo riconoscibili, identificabili. Nel mare magnum del mondo globalizzato sentiamo di non valere nulla, di non contare nulla, di essere un numero, una virgola, abbiamo bisogno di emergere, fosse anche fare gli imbecilli in un reality show. Questo legittimo bisogno che puรฒ e deve esistere anche nelle comunitร , e che diventa legittimo senso di orgoglio e appartenenza, storia di una parrocchia e delle sue vicissitudini, senso di famigliaritร che ci dona la gioia di essere accolti e riconosciuti in ambito fraterno, puรฒ degenerare in una sorta di settarismo che contraddice il vangelo, un settarismo โad intraโ, nella comunitร cristiana stessa. (Lo so lo so, si sente che sono valdostano. Che volete: dallโalto delle montagne sentiamo che le differenze arricchiscono piรน che creare problemi e, perciรฒ, vado fiero del particolarismo di ogni Chiesa localeโฆ).
Complessitร : una ricchezza
Negli ultimi decenni lo Spirito Santo ha suscitato nella chiesa cattolica numerose e innovative esperienza di fede: movimenti e associazioni hanno saputo cogliere di piรน e meglio, rispetto alla consolidata epperรฒ talora stanca esperienza delle parrocchie, la novitร dellโannuncio. Esperienze di preghiera forti e carismatiche, riflessioni e impegni concreti, una forte appartenenza ad una intuizione che travalicava i confini delle parrocchie. Ritengo seriamente che tale abbondanza di intuizioni sia un dono del Signore ma che โ come ogni dono โ vada vagliato con logica evangelica. Ho visto parrocchie dividersi in gruppi e gruppetti, ho visto zelantissimi neo-convertiti fare proseliti per il proprio movimentoโฆ allโinterno della Chiesa, ho visto persone devote e infervorate confondere la propria esperienza di conversione come lโunico modo di essere cristiani o โ almeno โ come il miglior modo di esserlo. Tutte queste esperienze, ormai consolidate nel maggior numero dei casi, sono stati e sono uno straordinario dono di Dio.
(Lo so, sono di parte)
La parrocchia, comunione di comunitร , deve ricuperare attenzione alle persone e attingere e ispirarsi alle intuizioni positive di movimenti e associazioni, restando perรฒ il cardine dellโannuncio del vangelo, proprio perchรฉ cosรฌ dimessa, proprio perchรฉ cosรฌ vulnerabile. Non ci sono solo gli โultrasโ sugli spalti, ma anche quelli che vanno allo stadio una volta allโanno e le nostre comunitร , se anche hanno la fortuna di avere uno o piรน gruppi di persone piรน impegnati, devono fuggire la tentazione di diventare selettive. I genitori dei bimbi del catechismo, gli sposi stralunati che bussano alla porta della parrocchia devono essere accolti senza supponenza ma, nel pieno spirito evangelico, nella disarmante semplicitร che allarga le maglie delle proprie sicurezze ed entra nella logica del seminatore che non controlla il tipo di terreno su cui semina.
Gli altri
Esiste anche un settarismo โad extraโ, la voglia di difendersi da un mondo che sempre meno capisce e tollera la presenza cristiana. Dobbiamo impegnarci a fondo per ottenere quellโalchimia che da una parte connoti unโidentitร , quella cristiana, che ha diritto di cittadinanza, ma che dallโaltro non diventi contrapposizione. Uno sguardo ottimista sulla realtร e sul cammino dellโuomo, sguardo del Nazareno, ci permette di riconoscere e valorizzare i tanti semi di bene e di luce che lo Spirito semina nel cuore dei non credenti. Non accogliere i semi che Dio sparge anche nel cuore di chi non sa o non dice di credere, dice il Signore, รจ uno scandalo gravissimo, il peggiore, meglio sarebbe buttarsi a mare con una pietra da macina al colloโฆ La divisione fra i cristiani resta uno scandalo gravissimo, che ostacolano coloro che desiderano avvicinarsi al Signore. Iniziamo lโanno pastorale in questa certezza: siamo lo spazio pubblicitario di Dio per il mondo, chiamati a vivere rapporti al nostro interno da โsalvatiโe a far diventare le nostre piccole e acciaccate comunitร cittร sul monte, segno di speranza per i cercatori di veritร . Un invito che rivolgo a me e a voi, a qualunque esperienza ecclesiale apparteniate, a vivere con leggerezza evangelica: รจ Dio che converte e salva il mondo. Noi, al piรน, cerchiamo di non ostacolarloโฆ
