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Il Vangelo del Giorno, 10 Febbraio 2017 – Mc 7, 31-37

Data:

Il testo ed il commento al Vangelo di oggi,
10 Febbraio 2017 – Mc 7, 31-37

V Settimana del Tempo Ordinario – Anno I

 

  • Colore liturgico: Verde
  • Periodo: Venerdì
  • Il Santo di oggi: S. Scolastica (m); S. Silvano; B. Luigi Stepinac
  • Beato l’uomo a cui è tolta la colpa.
  • Letture del giorno: Gn 3, 1-8; Sal. 31; Mc 7, 31-37

Mc 7, 31-37
Dal Vangelo secondo Marco

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In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.

Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.

E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Commento al Vangelo del giorno – Mc 7, 31-37

Commento a cura dei Monaci Benedettini

Ha fatto bene ogni cosa.

Chiunque incontra Cristo con fede diventa nuova creatura e, illuminato e salvato, non può fare altro che narrare quanto per lui il Signore ha fatto. È il caso del sordomuto del vangelo di oggi e dovrebbe essere il caso di ognuno di noi, battezzati e toccati nel nostro Battesimo alle orecchi e alle labbra.

Ma noi lo abbiamo dimenticato o lo dimentichiamo spesso. Esortiamoci a riconoscere le cose che il Signore opera in noi e diventiamone annunciatori. Il motivo che ci fa dimenticare i grandi benefici di Dio in nostro favore lo troviamo nella prima lettura: è il diavolo che per invidia spinge Adamo ed Eva ma in conseguenza anche noi, giacché sa fare bene il suo mestiere, il tentatore…

Diventiamo sempre più uomini di Dio, facciamo attenzione a non essere come bestie di fronte a Dio, bestie che non riconoscono i benefici che riceviamo per grazia di Dio.