Commento alle letture del Vangelo del 17 luglio 2016 – Carla Sprinzeles

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Oggi le letture ci portano a una considerazione, Dio รจ piรน grande di noi, non lo possiamo comprendere, possiamo dire che Dio per noi รจ uno straniero, chi pretende di dire che conosce Dio sbaglia. Il nostro atteggiamento dev’essere quello dell’apertura, dell’accoglienza, dell’ospitalitร .

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GENESI 18, 1-10
La prima lettura รจ tratta dal libro di Genesi e narra l’incontro di Abramo a Ebron con tre personaggi alle Querce di Mamre.
L’ospitalitร  di Abramo รจ commovente.
Nel testo dopo si dice che i tre viandanti si identificano con il Signore. Abramo non sa che sta per incontrarsi con Dio. Abramo รจ seduto, sulla soglia della tenda, a mezzogiorno, l’ora piรน calda.
Sospende il lavoro per assaporare la quiete del tempo che trascorre. Proprio questa accettazione di sรฉ, dei fatti, apre la porta all’accoglienza dell’ospite.
Noi saremmo disposti ad accettare un ospite che si annuncia.
Abramo รจ sulla soglia della tenda, รจ una soglia vigile e attenta alla comunicazione piรน che alla protezione. Difatti dice: “Alzรฒ gli occhi, guardรฒ ed ecco tre uomini stavano in piedi presso di lui. Li vide e corse loro incontro.” Abramo รจ in una quiete vigile e il levare gli occhi รจ gesto istintivo e tipico dell’interioritร  di Abramo, coma di raccoglimento e apertura, di attenzione e disponibilitร  operativa.
Lo straniero รจ la sorpresa del presente: tre viandanti che non suscitano nรฉ rallegramento nรฉ paura.
Abramo agisce con spontaneitร : corre verso di loro e li onora.
Non sempre si รจ disposti a sollevare lo sguardo per non sentirsi forzati a dare delle risposte, a iniziare un dialogo.
Nei paesi orientali chi si ferma davanti alla soglia dell’abitazione รจ come se intendesse bussare alla porta di casa. Lo straniero sta in silenzio. Non invadono lo spazio, sono discreti, non si espongono.
Abramo sente la voce del silenzio, lo interpreta.
Offre acqua per lavarsi, cibo e “rinfrancatevi il cuore”.
La fede รจ appoggiare i piedi dove noi non governiamo, vivere appoggiati sulla benedizione della vita che non sta in mio potere.
C’รจ l’espressione: “Se ho trovato grazia ai tuoi occhi non passare oltre senza fermarti..”
Questa รจ una domanda che dobbiamo imparare a fare anche noi, per incontrare Dio, la nostra vita, i fratelli.
Abramo prepara il pasto: รจ l’inizio della custodia dell’altro.
“Tornerรฒ da te tra un anno e allora Sara, tua moglie avrร  un figlio”.
Ogni incontro รจ una promessa.
“Sara rise dentro di sรฉ..” Sara pensa che ciรฒ che noi non governiamo non accade e invece non รจ cosรฌ: nulla รจ impossibile a Dio, la vita fiorisce.

LUCA 10, 38-42
Il passo del Vangelo ci presenta l’accoglienza di Marta e Maria con Gesรน.
Questo brano di Luca, รจ stato visto come un elogio da parte di Gesรน della vita contemplativa ( la parte migliore) a scapito di quella attiva ( affannarsi per le troppe cose ).
Secondo questa interpretazione, Gesรน privilegerebbe un’eletta minoranza di persone che si puรฒ permettere di trascorrere la vita contemplando il Signore, lasciando alla maggioranza della gente gli affanni e le preoccupazioni ordinarie della vita.
Per una comprensione del testo occorre lasciarsi guidare dalle chiavi di lettura.
“Gesรน entrรฒ nel villaggio”.
Il villaggio indica un luogo arretrato, tenacemente attaccato alle tradizioni e diffidente verso le novitร , un luogo dove si dice: “si รจ sempre fatto cosรฌ!”
“Una donna di nome Marta, lo accolse in casa sua”.
Il nome Marta significa “padrona di casa”. Marta ha una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi di Gesรน, ascoltava la sua parola.
Quello di Maria รจ l’atteggamento abituale del discepolo di fronte al suo maestro.
Maria non contempla Gesรน, ma l’accoglie, lo ascolta, desiderosa di apprendere il suo messaggio.
Il modo di fare di Maria nel mondo orientale, non poteva essere tollerato.
Il posto della donna รจ nascosto in cucina, tra i fornelli, come sta facendo Marta.
Visto che Gesรน non pare accorgersi della grave trasgressione compiuta da Maria, รจ Marta che interviene furibonda, rimproverando sia il maestro sia la sorella: “Signore non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Ordinale dunque che mi aiuti”.
Marta รจ tutta incentrata su di sรฉ, ma quello che non puรฒ tollerare รจ l’atteggiamento della sorella che, come un uomo, intrattiene e ascolta Gesรน.
Marta non ascolta il messaggio di chi รจ venuto per “rimettere in libertร  gli oppressi”.
Che bisogno ha di apprendere?
Anzichรฉ rimproverare Maria e ricacciarla nel luogo dove la tradizione aveva confinato le donne, Gesรน richiama la padrona di casa perchรฉ non solo non aspira ad essere libera, ma spia i tentativi di libertร  degli altri per ricacciarli nella schiavitรน.
“Maria ha scelto la parte migliore che non le sarร  tolta” invitandola a fare lo stesso.
Questa parte eccellente che non puรฒ essere tolta รจ la libertร  interiore.
Maria ha capito la necessitร , per entrare nella vita spirituale, dello studio, dell’ascolto della Veritร .
Un sacerdote diceva a un gruppo di universitari: ” Se non fate la sintesi tra la vostra scienza di laureati e la vostra fede, il vostro cristianesimo non durerร  a lungo”.
Possiamo affannarci come Marta per costruire la nostra vita quotidiana, ma se non ci diamo la possibilitร  di ascoltare la veritร , di studiarla, di cercarla, abbandoneremo presto quel Cristo studiato nel catechismo, che non regge di fronte alle sfide della vita.
Il Dio rifiutato da chi si dice ateo, non รจ il vero Dio, ma una caricatura non compatibile con la dignitร  dell’intelligenza umana.
Solo la veritร  libera!

Amici, queste due letture ci aprono all’ospitalitร , occorre che ci rendiamo conto che Dio lo conosciamo poco, d’altronde รจ cosรฌ grande che non siamo in grado se non di accoglierlo a piccoli frammenti. E’ straniero per noi, ma per questo non ci scoraggiamo perchรฉ lui si offre a noi continuamente, sta alla porta e bussa per abitare in noi!
Apriamoci ad accoglierlo, ad ascoltarlo, ad approfondire la sua conoscenza e ad occuparci dell’altro in modo che lui si occupi di noi!

A cura di Carla Sprinzeles | via Qumran

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XVI Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

[ads2]Lc 10, 38-42
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesรน entrรฒ in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitรฒ.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: ยซSignore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiutiยป. Ma il Signore le rispose: ยซMarta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’รจ bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarร  toltaยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 17 – 23 Luglio 2016
  • Tempo Ordinario XVI, Colore verde
  • Lezionario: Ciclo C | Anno II, Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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