Gianfranco Ravasi su Osea – Tradimento e Amore

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Sono pagine bellissime, pur nella drammaticitร  che fa da contorno. รˆ la storia del profeta Osea, vissuto nellโ€™VIII secolo a.C., la cui vicenda familiare รจ narrata nei primi tre capitoli del suo libretto ove, perรฒ, รจ trasfiย†gurata in simbolo religioso per tutto Israele. La storia รจ nota: il profeta aveva sposato unโ€™ex prostituta (o forse una sacerdotessa dei culti pagani della fertilitร ); da lei aveva avuto tre ย†figli, ma la donna lโ€™aveva abbandonato. In questa vicenda tormentata possiamo ritrovare quel rapporto tra famiglia e misericordia che stiamo illustrando nella nostra rubrica.
Due sono i proย†li che vogliamo ora descrivere. Lโ€™amore misericordioso che sa perdonare puรฒ coesistere con lo sdegno per lโ€™offesa dellโ€™infedeltร . รˆ ciรฒ che brilla nel cap. 2 della confessione di Osea. Egli, infatti, pur gridandole la sua ira e lโ€™amarezza per lโ€™abbandono del tetto coniugale, sogna che sua moglie Gomer, delusa dagli amanti, riprenda il suo posto accanto al focolare di casa, rimasto deserto, con la sua famiglia. Dirร  infatti: ยซTornerรฒ dal mio primo marito! Con lui ero ben piรน felice di adesso!ยป (2,9). E Osea sarร  pronto a perdonare tutto; anzi, con lei vorrร  celebrare un nuovo fidanzamento e una nuova luna di miele.

Insieme si recheranno di nuovo nei luoghi della loro giovinezza, si apparteranno nella solitudine del deserto, si abbracceranno lโ€™uno sul cuore dellโ€™altra: ยซEcco la sedurrรฒ di nuovo, la porterรฒ nel deserto, parlerรฒ al suo cuore [letteralmente si ha: โ€œsul suo cuoreโ€]… Lร  mi risponderร  come nei giorni della giovinezzaยป (2,16-17). Avvolta e travolta da questo amore che cancella e perdona il passato, Gomer ripeterร  le parole tenere dellโ€™intimitร  nuziale: ยซIn quel giorno mi chiamerai: Marito mio! E non piรน: Padrone mio!ยป (2,18). E Osea replicherร : ยซPer sempre sarai mia sposa, sarai mia sposa nella giustizia e nel diritto, nellโ€™affetto e nellโ€™amore, sarai mia sposa nella fedeltร ยป (2,21-22).

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Il secondo profiย†lo si trova in Osea 11,1-4. In esso รจ in azione la misericordia paterna che si china con tenerezza sul ย†figlio, anche se un poโ€™ capriccioso e ribelle. Anche in questo caso la rafย†figurazione del padre che ha in braccio il suo bambino diventa un simbolo della relazione tra il Signore e il suo popolo. Ecco la scenetta descritta dal profeta, dove Dio parla a Efraim, cioรจ a Israele: ยซA Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro. Io li traevo con legami di bontร , con vincoli dโ€™amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiareยป (11,3-4).

รˆ facile intuire la tenera premura di questo padre che, tenendo per mano il ย†figlioletto gli insegna a camminare, che lo stringe forte a sรฉ, che lo solleva ย†fino allโ€™altezza del suo viso per spingerlo a mangiare, anche quando il piccolo non ne vuole sapere e fa i capricci. Un quadretto di intimitร  familiare che si collega alla scena matrimoniale precedente e che ricorda a tutti gli sposi e genitori la necessitร  dellโ€™amore misericordioso per vivere insieme unโ€™esperienza non sempre facile. Come osservava lo scrittore svizzero Max Frisch, morto nel 1991, ยซnellโ€™amore non si deve vedere un punto dโ€™arrivo, nรฉ un appagamento, ma solo un continuo proseguireยป.

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