Commento al Vangelo del 25 dicembre 2015 – mons. Vincenzo Paglia

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19514745932_eaeae50df7_oSono passati pochi giorni dal Natale e la Liturgia ci porta subito a Nazareth per farci incontrare quella singolare famiglia. Con questa festa liturgica la Chiesa vuole sottolineare che anche Gesรน ha avuto bisogno di una famiglia, dellโ€™affetto di un padre e di una madre. Anche se i Vangeli danno poco spazio alla vita familiare di Gesรน e riportano solo alcuni episodi della sua infanzia, la famiglia ha segnato la vita di Gesรน per trentโ€™anni. รˆ piena di senso la frase finale del brano evangelico di questa domenica: โ€œpartรฌ dunque con loro e tornรฒ a Nazareth e stava loro sottomesso. E la madre custodiva nel suo cuore tutte queste cose. E Gesรน cresceva in sapienza, in etร  e in grazia davanti a Dio e davanti agli uominiโ€ (Lc 2,51-52).

Sono poche parole ma valgono i trentโ€™anni della โ€œvita nascostaโ€ a Nazareth. A noi, malati di efficientismo, sorge immediata la domanda: perchรฉ Gesรน ha vissuto tanto tempo cosรฌ nascostamente? Non avrebbe potuto impiegare quegli anni, o almeno una parte di essi, in modo piรน fruttuoso, annunciando il Vangelo, guarendo i malati, aiutando insomma quanto piรน era possibile chiunque avesse bisogno? A parte la considerazione che non sappiamo cosa egli abbia fatto, tuttavia, se ponessimo maggiore attenzione al Vangelo, forse ci sentiremmo rispondere: โ€œnon pensi secondo Dio, ma secondo gli uominiโ€ (Mc 8,33). Certo รจ che quei trentโ€™anni fanno comprendere ancor meglio le parole di Paolo: โ€œEgli si รจ fatto simile agli uominiโ€. Sรฌ, Gesรน รจ vissuto in famiglia, come tutti, quasi a voler dire che la salvezza non รจ estranea alla vita ordinaria degli uomini. E forse anche per questo la Chiesa ha ritenuti โ€œapocrifiโ€ tutti quei racconti creati dalla tenera curiositร  dei primi cristiani che volevano rendere straordinaria e miracolosa lโ€™infanzia e lโ€™adolescenza di Gesรน. Dal Vangelo sappiamo che la vita a Nazareth รจ segnata dalla normalitร : non ci sono miracoli o guarigioni, non sono riportate predicazioni, non si vedono folle che accorrono; tutto accade โ€œnormalmenteโ€, secondo le consuetudini di una pia famiglia israelita. Ebbene la festa odierna ci suggerisce che anche questi anni sono stati santi. La famiglia di Gesรน era una famiglia ordinaria, composta da persone che vivevano del lavoro delle proprie mani; quindi nรฉ miseri nรฉ benestanti, forse un poโ€™ precari. Senza dubbio perรฒ erano esemplari: si volevano davvero bene, anche se probabilmente non mancarono incomprensioni, rimproveri ed anche correzioni, come si arguisce ad esempio dallโ€™episodio dello smarrimento nel Tempio. Quel giorno Maria e Giuseppe non capirono quello che Gesรน stava facendo. Giunsero persino a rimproverarlo.
Certamente Giuseppe e Maria osservavano le tradizioni religiose dโ€™Israele, e sentivano lโ€™obbligo dellโ€™educazione di Gesรน. Il Deuteronomio prescriveva: โ€œQuesti precetti che ti do staranno nel tuo cuore: li insegnerai ai tuoi figli, li mediterai in casa e lungo il viaggio, andando a dormire e alzandotiโ€ (Dt 6,6). Sarebbe bello ripercorrere le tradizioni religiose di una pia famiglia ebraica del tempo per poter comprendere ancor piรน la vita di Gesรน e della famiglia di Nazareth. Ci commuoveremmo nel conoscere anche noi le preghiere che i tre dicevano al mattino e alla sera; saremmo edificati nellโ€™apprendere come Gesรน adolescente affrontava i primi appuntamenti religiosi e civili, e come da giovane operaio lavorava con Giuseppe; conosceremmo il suo impegno nellโ€™ascolto delle Scritture, nella preghiera dei salmi e in tante altre consuetudini. E quanto le mamme potrebbero apprendere dalle premure di Maria per quel figlio! Quanto i papร  potrebbero ricavare dallโ€™esempio di Giuseppe, uomo giusto, che dedicรฒ la sua vita a sostenere e a difendere non se stesso ma il bambino e la madre!

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Tuttavia cโ€™รจ una profonditร , in quella famiglia, che restรฒ nascosta agli occhi dei contemporanei, ma che a noi viene svelata dal Vangelo, ed รจ la โ€œcentralitร โ€ di Gesรน in quel nucleo familiare. Questo รจ il โ€œtesoroโ€ della โ€œvita nascostaโ€: Maria e Giuseppe avevano accolto quel Figlio, lo custodivano e lo vedevano crescere in mezzo a loro, anzi dentro il loro cuore, e aumentava parimenti il loro affetto e la loro comprensione. Ecco perchรฉ la famiglia di Nazareth รจ santa: perchรฉ era centrata su Gesรน. Quellโ€™angoscia che sentirono quando non riuscivano piรน a trovare Gesรน dodicenne, dovrebbe essere la nostra angoscia quando siamo lontani da lui. Riusciamo a stare piรน di tre giorni, talora, senza neppure ricordarci del Signore, senza leggere il Vangelo, senza sentire il bisogno della sua amicizia. Maria e Giuseppe si mossero e lo trovarono, non tra i parenti o i conoscenti โ€“ รจ difficile trovarlo lรฌ โ€“ ma nel Tempio, tra i dottori.
Anche noi troviamo Gesรน in questa celebrazione. Egli parla anche a noi piรน grandi e smaliziati, pieni della nostra saggezza e induriti nelle nostre certezze. E ci offre la lezione piรน importante, quella di essere tutti figli di Dio. Ce lo dice fin da quando รจ bambino, fin dalle prime pagine del Vangelo; e ce lo ripete alla fine, dallโ€™alto della croce quando si affida totalmente al Padre come un figlio. Lโ€™evangelista nota, infine, che Gesรน a Nazareth โ€œcresceva in sapienza, in etร  e in grazia, davanti a Dio e davanti agli uominiโ€. Anche noi dobbiamo crescere nella conoscenza e nellโ€™amore di Gesรน. Nazareth, villaggio periferico della Galilea e luogo della vita ordinaria della Santa Famiglia, rappresenta perciรฒ lโ€™intera vita del discepolo che, appunto, accoglie, custodisce e fa crescere il Signore nel proprio cuore e nella propria vita. Non รจ allora solo un caso che โ€œNazarethโ€ significhi โ€œColei che custodisceโ€. Nazareth รจ Maria, che โ€œcustodiva nel suo cuore tutte queste coseโ€. Nazareth รจ la patria e la vocazione di ogni discepolo. Anche se il mondo continuerร  a dire: โ€œDa Nazareth puรฒ mai venire qualcosa di buono?โ€.

mons. Vincenzo Paglia

Domenica della Santa Famiglia, Gesรน, Maria e Giuseppe

[ads2] Lc 2, 41-52
Dal Vangelo secondo Luca

I genitori di Gesรน si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesรน rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: ยซFiglio, perchรฉ ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamoยป. Ed egli rispose loro: ยซPerchรฉ mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?ยป. Ma essi non compresero ciรฒ che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nร zaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesรน cresceva in sapienza, etร  e grazia davanti a Dio e agli uomini.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 27 Dicembre – 2 Gennaio 2015
  • Tempo di Natale I, Colore Bianco
  • Lezionario: Ciclo C, Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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