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Domenica della Santa Famiglia, Gesรน, Maria e Giuseppe
- Colore liturgico: bianco
- 1 Sam 1, 20-22. 24-28; Sal.83; 1 Gv 3, 1-2. 21-24; Lc 2, 41-52
[ads2] Lc 2, 41-52
Dal Vangelo secondo Luca
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I genitori di Gesรน si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesรน rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: ยซFiglio, perchรฉ ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamoยป. Ed egli rispose loro: ยซPerchรฉ mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?ยป. Ma essi non compresero ciรฒ che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nร zaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesรน cresceva in sapienza, etร e grazia davanti a Dio e agli uomini.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 27 Dicembre – 2 Gennaio 2015
- Tempo di Natale I, Colore Bianco
- Lezionario: Ciclo C, Salterio: sett. 1
Fonte: LaSacraBibbia.net
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Giuseppe e Maria erano credenti fedeli e osservanti della Legge di Dio data a Mosรจ, dunque ogni anno facevano la salita, il pellegrinaggio alla cittร santa di Gerusalemme in occasione della festa di Pasqua, memoriale della liberazione del popolo dโIsraele dalla schiavitรน dโEgitto. Quando Gesรน, il figlio nato a Betlemme e ormai cresciuto con loro a Nazaret, compรฌ dodici anni, i suoi genitori lo portarono a Gerusalemme affinchรฉ diventasse, attraverso un rito che si svolgeva al tempio, bar mitzwร , โfiglio del comandamentoโ, cioรจ un uomo credente responsabile della sua identitร davanti al Signore e in mezzo al suo popolo. Il ragazzo allora โ come avviene ancora oggi tra gli ebrei โ saliva sullโambone dove si leggevano le Scritture, mostrava di saperle leggerle in ebraico come stava scritto e poi, interrogato dagli scribi, gli esperti della Legge, rispondeva, dando prova della preparazione che aveva ricevuto e dello studio in cui si era impegnato, alle domande riguardanti la volontร del Signore inscritta nella Torร .
Cosรฌ fece anche Gesรน. Poi Giuseppe e Maria, parte della carovana partita dalla Galilea, intraprendono il cammino del ritorno, finchรฉ alla sera si accorgono che lโadolescente Gesรน non รจ con loro. Un figlio che si รจ perduto, o che comunque non รจ accanto ai genitori in viaggio al calare della notte, significa ansia, paura, e dunque ricerca affannosa, innanzitutto allโinterno della carovana. Ma Gesรน risulta un figlio che non cโรจ, che desta la domanda: โDovโรจ?โ, domanda ben piรน profonda di quanto possa apparire in quella circostanza di sofferenza e di paura. Dovโรจ Gesรน? Giuseppe e Maria decidono allora di ritornare a Gerusalemme e di cercarlo in cittร , come un figlio che si รจ perduto o che se nโรจ andato dalla famiglia. Per tre giorni quella ricerca continua, e tutti noi sappiamo cosa significhi non trovare piรน qualcuno che amiamo, non sapere dove sia, dover fare i conti con la prospettiva di una sua mancanza definitiva. Tre giorni, il tempo dellโattesa secondo la tradizione ebraica, il tempo dellโangoscia che trova un termine, perchรฉ al terzo giorno Dio si fa presente (cf. Os 6,2)โฆ Dopo averlo cercato ovunque, ritornano infine al tempio, lร dove Gesรน aveva letto le Scritture, diventando un credente adulto, maturo, un vero figlio dโIsraele.
Ed ecco, trovano Gesรน proprio al tempio, dal quale non era uscito: era rimasto a dimorare lร dove dimora la Shekinร , la Presenza di Dio. Egli รจ seduto tra i rabbini, gli uomini esperti e interpreti delle sante Scritture, intento ad ascoltarli e a interrogarli. Stiamo attenti a non leggere in questo episodio qualcosa di miracoloso e di straordinario, bisognosi come siamo di segni e miracoli, pur di non capire il vero messaggio: Gesรน non sta facendo unโomelia che stupisce tutti, ma si fa veramente discepolo dei rabbini, in primo luogo attraverso il loro ascolto e poi interrogandoli, per comprendere meglio ciรฒ che il Signore dice a chi lo ascolta. Dovremmo dunque dire che questa pagina evangelica ci parla di โGesรน discepoloโ, ragazzo credente, dotato di โun cuore che ascoltaโ (lev shomeaโ: 1Re 3,9) e capace di porsi domande. Come Samuele cominciรฒ a profetizzare a dodici anni (cf. 1Sam 3), come Daniele a questa etร disse una parola di sapienza (cf. Dn 13,45-49), cosรฌ Gesรน manifesta che, anche nella sua crescita, quello che piรน cercava e piรน lo coinvolgeva era la presenza del Signore capace di โparlareโ a chi si fa figlio dellโinsegnamento e โservo della Parolaโ (cf. Lc 1,2). Ecco dovโรจ Gesรน!
I suoi genitori sono stupefatti, sorpresi, e la madre Maria lo rimprovera: โFiglio, perchรฉ ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo!โ. Gesรน con semplicitร replica loro senza biasimarli, ma facendo una rivelazione, che si esprime con una prima domanda: โPerchรฉ mi cercavate?โ. Parole che certamente hanno raggiunto il cuore di Maria e Giuseppe, i quali hanno dovuto interrogare se stessi, i loro sentimenti e la loro fede riguardo a questo Figlio dono di Dio, nato per volontร di Dio e non per loro volontร .
Poi Gesรน pone una seconda domanda: โNon sapevate che devo stare presso il Padre mio?โ. Egli ha un Padre che รจ il suo vero Padre, da lui riconosciuto come tale: รจ Dio, e Gesรน, ora che รจ stato messo al mondo ed รจ cresciuto, deve stare, rimanere presso il Padre, nel tempio che al suo cuore, il Santo dei santi, contiene la sua Presenza. Gesรน deve stare presso il Padre, รจ una necessitร per lui, ed egli tante volte nella sua vita sentirร e annuncerร ai suoi discepoli che qualcosa โรจ necessario, bisogna, occorreโ (deรฎ). Lungo tutta la sua esistenza Gesรน obbedisce a tale โnecessitร โ, non perchรฉ questo sia il suo destino, dal momento che egli conserva sempre una piena libertร , ma perchรฉ questa รจ la sua volontร e la sua missione: compiere ciรฒ che Dio suo Padre gli chiede. Non a caso questa necessitas risuonerร martellante soprattutto a partire dallโora della sua salita a Gerusalemme per vivere la passione, la morte in croce e ricevere da Dio la vita per sempre attraverso la resurrezione (cf. Lc 9,22; 13,33; 17,25; 22,7.37; 24,7.26.44). Ma ogni volta che Gesรน ha detto: โร necessarioโ, chi lo ha ascoltato non ha compreso. Qui si tratta dei suoi genitori, piรน tardi saranno i suoi discepoli (cf. Lc 18,34)โฆ
In ogni caso, per compiere anche il comandamento dellโamore verso il padre e la madre, Gesรน torna con loro a Nazaret e resta loro sottomesso. Ma ormai il segno รจ stato dato e verrร il giorno in cui essi comprenderanno, soprattutto Maria, che โcustodiva tutti questi eventi-parole nel suo cuoreโ, come brace sotto la cenere. Il fuoco della fede divamperร per lei alla croce e a Pentecoste (cf. At 2,1-12).
Questa รจ la festa della santa famiglia, famiglia che si vuole esemplare per le nostre famiglie. Ma allora la si comprenda bene: qui รจ contestato ogni legame familiare che possa relativizzare il legame con il Signore e lโobbedienza a lui. Di fatto in questa pagina, come nelle altre che mettono in evidenza il legame tra Gesรน e la sua famiglia (madre e clan), vi รจ una forte critica alla famiglia tradizionale con i suoi codici, assolutamente contraddetti dal Vangelo. Dirร Gesรน:
Chi ama padre o madre piรน di me, non รจ degno di me; chi ama figlio o figlia piรน di me, non รจ degno di me (Mt 10,37; cf. Lc 14,26).
Non cโรจ nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva giร ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrร (Mc 10,29-30; cf. Mt 19,29-30; Lc 18,29-30).
Dunque, questa festa della santa famiglia pone in crisi la nostra famiglia tradizionale!
p. Enzo Bianchi
Fonte: Monastero di Bose
Ogni settimana il commento al Vangelo di p. Enzo Bianchi
